La Corona del Rosario e la sua lunga storia d’amore con l’umanità

Corona del RosarioLa Corona del Rosario ha origini molto antiche ed è stato, dunque, difficile per gli storici e per gli appassionati risalire alla sua origine.
In effetti, tutt’ora, si può dire di conoscere la forma più primitiva di questa preghiera e il periodo in cui venne recitata, ma in futuro potrebbero anche trovarsene tracce antecedenti.

Sappiamo che delle Catenelle che somigliavano al Rosario furono usate da Gertrude, figlia di Pipino I di Francia (626-659) e da Lady Godiva di Coventry (990-1067).
Inizialmente, la Catenella si usava per contare le preghiere. Infatti, l’Ave, o Maria fu introdotta, poi, nel VII secolo (e nell’anno 1000 con la formula che oggi conosciamo).
L’Abate Cesario di Heistebach (1180-1240), poi, parlò di una signora che recitava regolarmente 50 Ave, o Maria, facendone intendere l’usanza.

La Corona del Rosario e San Domenico

Nel corso degli anni, dunque, la Corona del Rosario ha assunto, piano, piano la forma che oggi conosciamo, con le Ave, i Pater, i Gloria e, soprattutto, le meditazioni sulla vita di Gesù Cristo e di Maria Vergine, ispirati ai Salteri.
E’ importante sapere che, nel Medioevo, cominciò a diffondersi l’usanza di mettere una corona di rose sulle statue della Madonna, per esprimere le preghiere più belle e profumate e questo spiegherebbe il nome della Corona.

Si pensa, però, che fu San Domenico (1170-1221) a contribuire enormemente alla sua diffusione. Durante un’apparizione, nell’anno 1214, ricevette la Corona direttamente dalle mani della Vergine. Maria gli disse anche che il Santo Rosario sarebbe diventato un mezzo efficace per la conversione dei non credenti.
Ma ci fu anche un altro Domenico, certosino di Treviri, chiamato Domenico di Prussia (1384-1460), a cui qualcuno attribuisce l’invenzione del Santo Rosario.

In ogni caso, da li a poco, si pensò di forgiare una collana di grani, la Corona classica del Rosario appunto, da usare come giuda nella preghiera, che, dopo varie modifiche, venne formulata coi Misteri che conosciamo.
I Santi che si sono affidati alla Corona del Rosario (per accrescere e dimostrare agli altri la propria fede; per parlare della forza di Maria che si sprigiona da quel semplice strumento, contro il male del mondo) sono tanti, come tante sono le varianti con cui la preghiera stessa si è diffusa, corredata da preziose promesse di redenzione e grazie.
Si pensi, ad esempio, al Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, che si costituì proprio intorno ad una comunità che recitava il Santo Rosario, grazie all’impegno del Beato Bartolo Longo.

San Luigi Grignion de Montfort e la Corona del Rosario

Ma, tra tutti i Santi che adorarono il Santo Rosario, non possiamo non citare San Luigi Grignion de Montfort, devotissimo al Cuore Immacolato di Maria e autore de “Il Segreto Meraviglioso del Santo Rosario”. I suoi scritti ci aiutano davvero a capirne il significato di una preghiera che a molti sembra ripetitiva e poco spontanea.
Dice, San Luigi Grignion de Montfort: “Il Rosario contiene due elementi: l’orazione mentale e l’orazione vocale. Quella mentale consiste nella meditazione dei principali Misteri della vita, della morte e della gloria di Gesù Cristo e della sua Santissima Madre. Quella vocale consiste nel dire quindici decine di Ave Maria, ognuna preceduta da un Padre nostro, meditando e contemplando le quindici principali virtù praticate da Gesù e da Maria nei quindici Misteri del Santo Rosario”.

Corona del Rosario

Lui confermò anche che le 150 Ave, o Maria del Rosario (50 per ogni Mistero) corrispondono ai 150 salmi nel Libro del Salterio.
Riferendoci all’antica usanza di preparare delle corone di rose per la Madonna, i Misteri Gaudiosi rappresenterebbero le foglie intorno alla rosa, quelli Dolorosi le spine, quelli Gloriosi il fiore. L’ Ave, o Maria simboleggia il donare alla Mamma celeste una rosa bianca, il Padre nostro il donarle una rosa rossa.

E se volessimo, poi, fare un elenco delle volte in cui il Santo Rosario ha regalato grazie agli uomini, la lista sarebbe lunghissima.
Ricordiamo solo che, durante la battaglia di Lepanto del 1571, Papa Pio X vinse la flotta ottomana, chiedono ai cristiani di pregare il Santo Rosario.
In ringraziamento alla Madonna, il Papa istituì la festa della Madonna della Vittoria, che il suo successore, Papa Gregorio XIII, trasformò nella festa della Madonna del Rosario.
E non possiamo certo dimenticare che fu San Giovanni Paolo II, in occasione dell’anno 2002/2003 del Rosario, ad introdurre i Misteri della Luce, che contemplano la vita pubblica di Gesù.

Qualcuno associa la Corona del Rosario -per il modo in cui viene reiterata la preghiera dell’Ave, o Maria- allo schema delle preghiere orientali (induista, musulmana o buddista), che sarebbe potuto essere importato, in Europa, dai Crociati.
Anche se così fosse -e i documenti storici, come su citato, parlano di origini antecedenti del Rosario- la cosa ci farebbe solo pensare che la Vergine Maria abbia provato a richiamare l’attenzione pure di altri popoli, come una Mamma buona e amorevole fa con tutti i suoi figli.

Antonella Sanicanti