Il Santo del giorno 4 febbraio 2015 san Gilberto da Sempringham

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San Gilberto da Sempringham

Figlio di Jocelino, facoltoso cavaliere di origine normanna stabilitosi in Inghilterra al seguito di Guglielmo il Conquistatore, e di una inglese di modeste condizioni, Gilberto nacque a Sempringham nel Lincolnshire intorno al 1083. Avviato giovanissimo alla carriera ecclesiastica, andò a completare i suoi studi in Francia, dove si fermò poi anche per qualche tempo ad insegnare. Tornato in patria, aprí una scuola per la gioventú, ottenendo al tempo stesso in beneficio dal padre le due chiese di Sempringham e di Terrington, le cui ricche rendite, tuttavia, soleva distribuire regolarmente ai poveri, essendo andato a vivere nel palazzo episcopale di Lincoln, al servizio del vescovo Roberto Bloet (m. 1123), il quale lo ebbe in grande stima per la sua profonda pietà e da cui ricevette la tonsura e gli ordini minori. Seguitò a dimorare in quell’episcopio anche con il nuovo vescovo, Alessandro, che, dopo avergli conferito la sacra Ordinazione, lo nominò penitenziere della diocesi, circondandolo sempre della sua incondizionata fiducia.
Gilberto rimase ancora sette anni a Lincoln, poiché solo nel 1130 ritornò a Sempringham, dove fondò dapprima un monastero di religiose, votate alla vita contemplativa nella piú stretta clausura sotto la regola benedettina, e quindi anche una comunità maschile a cui diede la regola dei Canonici Regolari di s. Agostino, dopo che i Cistercensi ebbero rifiutato di assumerne la direzione spirituale; ebbe cosí vita l’Ordine dei Gilbertini, l’unico Ordine religioso sorto in Inghilterra, i cui statuti particolari furono approvati da Eugenio III nel 1148 e confermati poi da Adriano IV (1154-59) e da Alessandro III (1159-81).
Recatosi in Francia nel 1147, Gilberto ebbe occasione d’incontrarsi, al capitolo generale di Citeaux, con il papa Eugenio III e s. Bernardo al quale rimase poi sempre legato di stretta amicizia. Sostenne s. Tommaso Becket nella controversia contro Enrico II, per cui ebbe a subire persecuzioni, riuscendo tuttavia a scamparne finalmente per la grande stima che godeva presso il re. In seguito, dovette soffrire anche le calunnie di alcuni suoi monaci laici, sobillati dai due conversi Oggero e Gerardo, che mal sopportavano i rigori della disciplina imposta dalle costituzioni da lui dettate, ma in sua difesa interposero la loro voce unanime presso il papa Alessandro III tutti i vescovi inglesi.
Affranto dagli anni e dalla cecità, che lo aveva colpito nell’ultimo periodo della sua lunga esistenza, interamente votata al servizio di Dio e della Chiesa, Gilberto morí ultracentenario il 4 febbraio 1189 in mezzo ai suoi monaci di Sempringham, tra i quali alla fine era voluto entrare anch’egli giurando obbedienza al suo antico discepolo Ruggero, divenuto primo superiore generale dell’Ordine. L’ordine stesso alla morte del suo fondatore contava ben tredici monasteri, di cui nove doppi e quattro esclusivamente maschili. Fiorenti nei loro ventiquattro conventi sino al sec. XVI, i Gilbertini furono soppressi da Enrico VIII nel 1538-39.
Gilberto è autore dei seguenti scritti: De constructione (o De fundatione) monasteriorum (oggi perduto); Statuti dell’Ordine ed una Lettera al suo Ordine. Canonizzato da Innocenzo III l’11 gennaio 1202, s. Gilberto viene commemorato nel giorno anniversario della sua morte.