Il Rosario: dubbi e risposte sulla preghiera mariana che cambia il cuore

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Ripetere le preghiere del Rosario equivale a ripeterle a qualcuno che ami; non stanca né dirle né ascoltarle

Richiama l’attenzione il fatto che sempre più credenti recitino il Rosario, e non solo cattolici. Anche membri di altre confessioni religiose stanno infatti scoprendo la ricchezza di questa preghiera, e non poca gente deve la propria conversione al fatto di recitarla.

Non mancano, tuttavia, quanti non lo recitano perché hanno delle obiezioni. Per questo, approfittando dell’inizio di ottobre, mese del Santo Rosario, vale la pena di rispondere a ciò che viene in genere obiettato.

1. Il Rosario non compare nella Bibbia.
Sì che c’è! Non come lo conosciamo oggi, ma tutte le preghiere che si recitano e i misteri che si meditano hanno origine biblica. Non per niente San Giovanni Paolo II definiva il Rosario “compendio del Vangelo”.

2. Dove si dice nella Bibbia di recitare il Rosario?
A questa domanda si risponde con un’altra domanda: “Dove sta scritto nella Bibbia di fare solo ciò che è scritto nella Bibbia?”. Fin dalle origini, la comunità cristiana si è retta sulla Sacra Scrittura, ma anche sugli insegnamenti degli apostoli (come chiede la Bibbia).

E se si tratta di compiere ciò che dice la Bibbia, questa chiede di meditare la Parola di Dio, di pregare e intercedere gli uni per gli altri. E in questo consiste il Rosario!

Non dimentichiamo che Maria ha detto che tutte le generazioni l’avrebbero chiamata beata. Come può compiere questa profezia chi non prega Maria?

3. Maria era una donna come tutte; è morta e non ascolta le nostre preghiere
Consideriamo queste quattro affermazioni (irrefutabili, perché sono bibliche):

Prima: Maria è stata scelta da Dio per essere Madre di Suo Figlio. Ciò la rende superiore a tutte.

Seconda: Nell’Antico Testamento si constatano la grande importanza che aveva la madre di un re e il suo potere di intercedere per qualcuno presso suo figlio.

Terza: Il Signore che ci ha comandato di onorare nostra madre ha onorato senza dubbio la Sua, e come? Liberandola dalla corruzione del peccato e del sepolcro.

Quarta: Gesù ha detto che Dio non è un Dio dei morti, ma dei vivi, perché per Lui tutti vivono. Queste affermazioni permettono di concludere che Maria, come Madre del Figlio di Dio, Madre del Re, vive in cielo, accanto a Gesù, ed Egli risponde alla Sua intercessione per noi.

4. Il Rosario dà più importanza a Maria che a Gesù.
Tutto nel Rosario ci fa guardare a Gesù. Recitiamo il Padre Nostro, che ci ha insegnato. Nelle Ave Maria lo benediciamo e chiediamo a Sua Madre di pregarlo per noi, e tutti i misteri sono collegati alla Sua vita..

5. È una recita ripetitiva, come quelle condannate da Gesù.
Gesù non ha condannato la ripetitività, ma il vuoto delle preghiere pagane. Egli stesso ha giustificato un pubblicano che chiedeva ripetutamente perdono. Ripetere le preghiere nel Rosario equivale a ripeterle a qualcuno che si ama; non stanca né dirle né ascoltarle. E la cadenza delle Ave Maria calma l’anima e permette di contemplare ogni mistero.

6. Recitarlo è complicato.
È facile non solo recitarlo, ma anche impararlo. E abbondano opuscoli e persone di buona volontà che ce lo possono insegnare.

7. È noioso.
Noioso è chi lo recita meccanicamente, pensando a un’altra cosa e sperando di finire presto. Se si approfitta di ogni mistero per contemplare la scena e soprattutto per collegarla a quello che si sta vivendo e parlarne con Maria, allora recitare il Rosario è affascinante, sempre attuale, e se ne gode perché lo si rinnova costantemente.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

fonte: DESDE LA FE