Il Dott Longo sono andato a Medjugorje senza più speranze

Da quando, il 24 Giugno del 1981, cominciarono le apparizioni a Medjugorje, le testimonianze documentate, anche da certificati medici, che attestato guarigioni inspiegabili si sono centuplicate. Vengono conservate nell’archivio della parrocchia del luogo e sono a disposizione del fedeli, che desiderano approfondire e conoscere meglio i fatti che accadono al cospetto della Vergine.

Molte delle persone salvate, guarite, a Medjugorje ne danno poi testimonianza personalmente, non solo parlando, ma anche continuando a servire il Signore e restando accanto alle persone bisognose di preghiere e sostegno. Tutto questo al fine di spartire con più gente possibile la grazia ricevuta, nell’essere stati toccati dallo Spirito di guarigione, anche fisica.

Una di quelle testimonianze racconta la guarigione di un medico, il dottor Longo.
“Sono sempre stato una persona sana e ho lavorato molto nella mia vita. Nella primavera del 1983 cominciai, improvvisamente, ad accusare dei disturbi e dei dolori all’addome. Si trattava di sintomi che, come medico, mi preoccuparono.  Decisi di sottopormi a una serie di analisi ed esami clinici in modo da chiarire la situazione. Le risposte non fecero che confermare i miei timori. Tutte le indicazioni lasciavano intendere che fossi stato colpito da un tumore all’intestino

Verso la metà di luglio, la situazione precipitò. Dolori tremendi all’addome, allo stomaco, perdite di sangue, un quadro clinico preoccupante. Venni ricoverato d’urgenza alla clinica Sanatrix di Napoli. (…) Si trattò di un intervento delicato. In termini tecnici, fui sottoposto a un’emicollectomia a sinistra. Mi asportarono, cioè, una porzione di intestino che venne sottoposto a esame istologico. Risultato: tumore. II responso fu una mazzata per me. Come medico, sapevo quale avvenire mi attendeva. Mi sentii perduto. Avevo fiducia nella medicina, nelle tecniche chirurgiche, nei nuovi farmaci, nelle cure al cobalto, ma sapevo anche che molto spesso avere un tumore significava, allora, avviarsi verso una fine tremenda, piena di dolori atroci. Mi sentivo ancora giovane. Pensavo alla mia famiglia. Avevo quattro figli e tutti ancora studenti. Ero pieno di preoccupazioni e mi agitavo. L’unica vera speranza in quella situazione disperata era la preghiera. Solo Dio, la Madonna potevano salvarmi. In quei giorni i giornali parlavano di quello che stava avvenendo a Medjugorje e io sentii subito una grande attrattiva verso quei fatti. Cominciai a pregare, i miei familiari andarono in pellegrinaggio nel paesino jugoslavo per chiedere alla Madonna la grazia di allontanare da me lo spettro del tumore.”

Da quel momento, e per i successivi sei anni, la situazione clinica del dottor Longo precipitò rovinosamente, lui arrivò ad essere in fin di vita e senza speranza di sopravvivere, più di una volta, a causa della ferita conseguente all’operazione che non riusciva a rimarginarsi. Mai però smise di invocare la Madonna. Finché una giorno “Come sempre, anche quella sera prima di addormentarmi pregai la Madonna chiedendole la grazia di guarire. Al mattino, quando mi svegliai, mio figlio venne per la medicazione. Tolse le bende e con stupore constatò che la fistola non c’era più. La pelle dell’addome era perfettamente asciutta, liscia, il foro era scomparso. Non potevo credere ai miei occhi. Mi sentii inondato da una gioia tremenda. Credo di aver pianto. Chiamammo gli altri familiari e tutti constatarono quanto era accaduto. Come avevo sempre detto, decisi subito di partire per Medjugorje per andare a ringraziare la Madonna. Solo lei poteva aver compiuto quel prodigio. Nessuna ferita può rimarginarsi dalla sera alla mattina. Tanto meno una fistola, che è una ferita gravissima e profonda, che interessa il tessuto addominale e l’intestino. Per la guarigione di una fistola del genere, avremmo dovuto osservare un lento miglioramento per giorni e giorni. Invece tutto era accaduto in poche ore. 

Da Medjugorje scrissi una cartolina al professor Zannini dicendo: Sono finalmente guarito, tornerò presto da lei. Rientrato a Napoli, andai dal professore. (…) Mi visitò, mi palpò, mi sottopose a pressioni, stiramenti continuando a rigirarmi sul lettino. Al termine sentenziò: “Lei è stabilmente guarito.”. (…) E’ disposto a dichiarare che sono guarito senza alcun intervento chirurgico e senza fare nessuna cura specifica? -domandai. “E’ la verità” -disse e mi rilasciò una dichiarazione in cui, dopo aver riassunto i vari interventi chirurgici che avevo subito e i sei anni di convivenza con quella fistola sorta in seguito alle operazioni, scrisse: “Attualmente la fistola è clinicamente guarita senza alcun intervento chirurgico.”. (…)

“Dopo la guarigione sono andato in pellegrinaggio a Medjugorje 12 volte. Mi sono sempre prestato a testimoniare ciò che avevo ricevuto. Ho raccontato la mia vicenda ai giornalisti e a varie televisioni. Io non ho dubbi: come medico e come cattolico sono convinto che la mia guarigione è avvenuta per un autentico intervento soprannaturale. La malattia è documentata da un voluminoso dossier di analisi, radiografie, referti medici e giudizi di specialisti di fama internazionale. E la guarigione è stata improvvisa, totale e persistente nel tempo.”.