Il Discorso del Papa dall’aeroporto in mezzo al nubifragio nelle Filippine.

 

PHILIPPINES-RELIGION-VATICAN-POPE

Papa Francesco avrebbe dovuto incontrare la popolazione ancora segnata duramente dal tifone Yolanda, che ha devastato le Filippine circa 14 mesi fa distruggendo ogni cosa al suo passaggio. Invece l’arrivo di un altro tifone ha cambiato i programmi del Santo Padre e molti degli appuntamenti in agenda sono stati spostati o annullati. Un autentico nubifragio si è abbattuto sul Tacloban International Airport dove è stata celebrata la Santa Messa di oggi, 17 gennaio 2015, i fedeli hanno sfidato le intemperie pur di poter salutare Papa Bergoglio e abbracciarlo col loro affetto. Sopportando un vero e proprio nubifragio pur di ricevere l’abbraccio del Santo Padre. E lui, come fa di  solito,  si è concesso con grande generosità  con il sorriso che lo contraddistingue, sulla sua papamobile è andato ad incontrare la folla festante che andava in delirio al suo passaggio, proclamando queste parole “Gesù è il Signore! Gesù non delude!” questo è il messaggio del Papa al provato ma tenace popolo filippino. Una domanda spesso riecheggia soprattutto quando si è stati provati dalla vita e dalle difficoltà : “perché Signore?” Il Signore risponde direttamente al nostro cuore dalla croce , proprio la croce ci ha redenti Gesù ha preso su di se i nostri peccati e li ha lavati col suo sangue. La croce accompagna i momenti più bui e tristi della nostra esistenza. L’unica cosa che ci sovviene nei momenti di tristezza e sconforto è quella di chiamare mamma,  il bambino impaurito spaventato invoca a gran  voce questo nome “mamma”

Queste le parole di Papa Francesco:

Se mi permettete, preferirei oggi parlare in spagnolo con un buon interprete. Mi date il permesso?

Grazie!

Nella Prima Lettura (Eb 4, 12-16) abbiamo ascoltato di un grande sacerdote capace di prendere parte alle nostre debolezza ma che può anche dimostrare di essere libero da questi peccati. E Gesù è come noi, Gesù ha vissuto come noi, Gesù è uguale a noi in tutto eccetto che nel peccato, perché Lui non era peccatore. Ma ancora di più: ha assunto su di se la nostra condizione di peccato. Si è fatto peccato. Questo lo dice Paolo che lo conosceva molto bene. E Gesù è sempre un passo avanti a noi e quando noi passiamo attraverso qualche croce, Lui è passato da lì prima di noi e se oggi tutti noi siamo qui riuniti 14 mesi dopo il tifone Yolanda è perché abbiamo la sicurezza che non saremo frustrati nella nostra fede perché Gesù è passato per primo. Nella sua Passione Egli ha assunto tutto il nostro dolore. Adesso permettetemi di farvi una confidenza: quando io ho visto da Roma questa catastrofe, ho sentito che dovevo essere qui! In quelle giornate ho deciso di fare questo viaggio. Ho voluto venire per stare con voi. Forse un po’ tardi potreste dirmi, ed è vero, ma ci sono! E sono qui per dirvi che Gesù è il Signore! Che Gesù non delude! Padre, potrebbe dirmi qualcuno di voi: ‘sono stato defraudato perché ho perso la casa, la famiglia, tutto quello che avevo, ero malato. Ed è vero quello che mi dite e rispetto questo sentimento. Però Lo guardo lì, inchiodato e da lì Lui non ci delude; Egli è stato consacrato Signore su quel trono e da lì è passato attraverso tutte le calamità che colpiscono noi. Gesù è il Signore! Ed è il Signore dalla Croce, da lì Lui ha regnato. Per questo Egli è capace di comprenderci come abbiamo ascoltato nella Prima Lettura: si è fatto in tutto come noi, per questo abbiamo un Signore che è capace di piangere con noi, che è capace di accompagnarci nei momenti più difficili della vita. Tanti di voi hanno perso tutto, io non so cosa dirvi ma Lui sì, sa che cosa dirvi. Molti di voi hanno perso una parte della vostra famiglia, in questi casi posso solo rimanere in silenzio. Vi accompagno con il mio cuore in silenzio. Molti di voi si sono chiesti guardando Cristo: ‘perché Signore?’ E ad ognuno il Signore risponde nel cuore, dal Suo cuore, dalla Croce. Non ho altre parole da dirvi, guardiamo Cristo: Egli è il Signore. Ed Egli ci comprende perché è passato attraverso tutte le prove che capitano anche a noi. E insieme a Lui sulla croce c’era sua madre e noi siamo come quel bambino che c’è lì sotto: nel momento del dolore, in cui non capiamo niente, nel momento in cui vorremmo capire di più, l’unica cosa che ci viene è allungare la mano e aggrapparci a Lui e dirgli ‘mamma’, come un bambino che ha paura e dice: ‘mamma’. E questa è forse l’unica parola che può esprimere quello che sentiamo nei momenti oscuri: ‘mamma’. Facciamo insieme un momento di silenzio, guardiamo il Signore, Egli può capirci perché è passato attraverso tutto questo e guardiamo nostra madre come quel bambino che c’è lì sotto, aggrappiamoci al mantello, e con il cuore diciamole: ‘mamma’. In silenzio facciamo questa preghiera e che ognuno dica quello che sente nel proprio cuore.

Non siamo soli: abbiamo una madre, abbiamo Gesù, nostro fratello maggiore. Non siamo soli: abbiamo anche tanti altri fratelli che in questo momento di catastrofe sono venuti ad aiutarci. E anche noi ci sentiamo più fratelli tra di noi perché ci siamo aiutati l’un l’altro. Questo è l’unica cosa che mi viene da dirvi, perdonatemi se non ho altre parole. Ma dovete essere sicuri che Gesù non delude. Dovete essere sicuri che l’amore e la tenerezza della nostra Madre non delude. E aggrappati a Lei come figli e con la forza che ci da Gesù nostro fratello maggiore, andiamo avanti! E come fratelli camminiamo insieme.

Grazie.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here