San Giuseppe Moscati operò un uomo, in sogno, e lo guarì

Giuseppe MoscatiQuando San Giuseppe Moscati morì, il 12 Aprile del 1927, fu compianto da tutti, soprattutto dalla gente povera, che sapeva di aver perso il medico, che dava la cura, ma anche la medicina, senza mai aspettarsi un compenso.
Fu questo, e tanto altro, San Giuseppe Moscati, un medico per vocazione che, anche oggi dal cielo, continua ad occuparsi dei suoi pazienti.

Lo ha fatto anche con il Maresciallo degli Agenti di Custodia di Avellino, Costantino Nazzaro.
Nell’anno 1923, gli era stato diagnosticato il morbo di Addison, una terribile malattia cronica del sistema endocrino, che non poteva fare altro che peggiorare.
I dottori gli annunciarono che gli unici farmaci prescrivibili potevano solo evitargli la morte (parliamo di quasi un secolo fa, quando quella malattia non prevedeva alcuna cura).

Guarire era impossibile e al Maresciallo Costantino Nazzaro non rimaneva che cercare di rimandare il momento della sua dipartita.

San Giuseppe Moscati esaudì la preghiera costante del Maresciallo Costantino Nazzaro

Aveva lottato contro il morbo di Addison fino al 1954, poi, si trovò ad entrare nella Chiesa del Gesù Nuovo e, dinanzi la tomba di San Giuseppe Moscati, li costruita, cominciò a pregare.
Da quel giorno, tornò a pregare sulla tomba del Santo ogni 15 giorni.
Arrivò così l’estate e, all’inizio di Settembre, il Maresciallo Costantino Nazzaro, sognò, una notte, San Giuseppe Moscati che lo operava.

Nel sogno, il Santo gli sostituiva tutti i tessuti toccati dal morbo di Addison e, inoltre, gli prescriveva come cura “nessun farmaco da prendere, da allora in poi”.
Il motivo? Il Maresciallo Costantino Nazzaro era guarito! Le visite successive lo confermarono ampiamente, tra l’incredulità dei dottori, che lo avevano avuto in cura tutto quel tempo.

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Antonella Sanicanti

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