Giovanni Paolo II: perché “Santo Subito”

Papa Giovanni Paolo II Papa Giovanni Paolo II morì il 2 Aprile del 2005. Il giorno in cui tutti lo salutammo in piazza San Pietro, era l’8 Aprile.
Quello fu anche il giorno in cui cominciò a rimbalzare, di bocca in bocca, un’acclamazione che veniva dal cuore del popolo: “Santo Subito”.
Dopo la morte del Pontefice, infatti, quello “slogan”, sorto spontaneamente fra i fedeli, fece eco in ogni luogo della terra in cui Karol Wojtyla aveva fatto giungere il messaggio evangelico.

I cartelli che ripetevano “Santo Subito” e poi gli articoli dei giornali e gli annunci dei mass media si moltiplicarono, anche se tutti sapevamo che l’iter della chiesa prevedeva che il processo di canonizzazione venisse avviato almeno cinque anni dopo la morte.
Invece, il successore di Papa Giovanni Paolo II, il Papa emerito Benedetto XVI, accolse volentieri quella richiesta fuori dal comune e, già il 28 Aprile del 2005, permise l’apertura della causa.

Giovanni Paolo II: la sua causa di canonizzazione fu un evento eccezionale

La causa cominciò ufficialmente il 28 Giugno del 2005; la beatificazione arrivò il 1º Maggio del 2011; la santificazione il 27 Aprile del 2014.
Un’intervista al Cardinale Camillo Ruini ci da un’idea di come l’acclamazione del popolo “Santo Subito” avesse, in realtà, coinciso con ciò che anche in Vaticano si desiderava.
Dice il Cardinale Ruini: “I miracoli di Giovanni Paolo II erano ben più di uno o due, cioè di quelli richiesti per diventare Beato e poi Santo”.

Quando ancora era in vita, Papa Giovanni Paolo II riceveva un numero impressionante di missive, che testimoniavano grazie ricevute per sua intercessione: “Erano tantissime, centinaia, ma, ancora in vita, lui non voleva che si dicesse. Però, erano davvero molte. Così non c’è stato bisogno di aspettare e i tempi sono stati rapidi”.
Questa è la testimonianza di chi lo ha conosciuto, anche “dietro le quinte”, ed ha avuto modo, perciò, di avvalersi di una visione complessiva dell’effetto che le azioni di Giovanni Paolo II avevano sull’umanità dei credenti.

Il Cardinale Ruini, del resto, è stato Presidente della Cei, Vicario del Papa per la diocesi di Roma e l’incaricato a dare inizio alla causa di canonizzazione di Karol Wojtyla: “L’ufficiale che si occupava della canonizzazione mi disse: “Noi teniamo un foglio per ogni causa“. Ora, ogni foglio era per ogni presunta guarigione, non spingiamoci a dire esattamente per un miracolo, ma erano comunque tante le comunicazioni ricevute da coloro che ritenevano di aver avuto una grazia”.

Giovanni Paolo II: il miracolo, mentre veniva dichiarato Beato!

E così come aveva condotto il suo Pontificato, riuscendo sempre a sorprendere tutti, per la forza e la destrezza con cui interveniva in ogni situazione, anche politica e storica; in ogni ambito in cui ci fosse sopruso, sofferenza; nella vita personale di coloro che a lui si rivolgevano, anche il giorno della sua beatificazione lasciò tutti ammirati. Quel giorno stesso, infatti, si verificò il miracolo, grazie al quale sarebbe stato proclamato Santo.

Il Cardinale Ruini racconta: “Wojtyla era un grande taumaturgo. Basti pensare al secondo miracolo, quello necessario alla canonizzazione, e che deve avvenire dopo la beatificazione. Ecco, la mattina successiva al 1° Maggio 2011, quando fu proclamato Beato, in Costa Rica, avvenne la guarigione di una donna a cui era stato diagnosticato un aneurisma cerebrale. All’improvviso non aveva più nulla. Il Papa già era un santo per l’intensità con cui si rivolgeva a Dio: questo mi aveva colpito subito, la prima volta che viaggiai con lui, nel 1986. Aveva poi questo sistema della preghiera geografica”.

Giovanni Paolo IIPapa Giovanni Paolo II ha attraversato la storia e non mai dimenticato di far sentire la sua presenza a coloro che lo attendevano. Ha impiegato il suo tempo, come 264° Vescovo di Roma, per riuscire a far arrivare l’amore di Cristo più lontano possibile; in molti casi, lo portava di persona!
A partire dalla prima omelia domenicale come Papa (il 22 Ottobre 1978), che incitava tutti, dicendo: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo, alla sua salvatrice Potestà. Aprite i confini degli Stati (…) Cristo sa cosa è dentro l’uomo, solo lui lo sa”, non ha mai smesso di sperare di poter arrivare a toccare chiunque, in qualunque luogo di questo mondo.

E la sua preghiera geografica gli serviva proprio a questo. Ecco come la descrive il Cardinale Ruini: “Metteva sul suo inginocchiatoio tanti biglietti, ricavati dalle lettere che riceveva da tutto il mondo, gli chiedevano di pregare per questo o quel caso. Per lui, Dio era presente dappertutto, nella vita pubblica, nella gente che incontrava. Poi pregava per la Polonia o per altri Paesi che potevano avere problemi. Era come avesse una mappa geografica davanti. E agiva, anzi pregava, di conseguenza”.

Quel “Santo Subito”, ha reso omaggio ad un protagonista della storia della chiesa, che ha cambiato la vita di tante persone e il modo stesso in cui il Vangelo poteva essere loro spiegato. Papa Giovanni Paolo II è Santo, poiché, come Cristo, andava incontro alla gente e la guariva nella sua angoscia.

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Antonella Sanicanti

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