Francia sotto assedio 178 Chiese in pericolo, dopo attacco terroristico fallito

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Dopo l’attacco mancato contro una chiesa di Villejuif (Parigi) la Francia alza il livello di allerta: 178 luoghi di culto cattolici su un totale di 45.000 “godono di una protezione specifica“. Lo ha annunciato il primo ministro, Manuel Valls. “Le autorità religiose, sia per le chiese cattoliche sia per le altre – ha aggiunto il premier – sono in contatto costante con il ministero dell’Interno”. Anche se è evidente che gli “obiettivi religiosi” sono innumerevoli e che occorre agire soprattutto sulla prevenzione.

Su quanto accaduto è intervenuto anchel’arcivescovo di Parigi, Monsignor Vingt-Trois, che ha incontrato con il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve. Il giovane fermato ieri, che progettava attentati contro due chiese nei dintorni di Parigi, “attraverso le chiese cattoliche” voleva colpire “la Francia e una concezione della vita”, ha detto l’arcivescovo. Che però ha aggiunto che la Chiesa francese vuole mantenere il livello di allerta elevato, ma “senza ostacolare la libertà di vivere”, e ha chiesto al governo “di continuare il lavoro già cominciato” con l’attivazione del piano di allerta antiterrorismo dopo gli attentati di gennaio.

Intanto il ventiquattrenne sospettato di preparare un attentato terrorista contro almeno una chiesa di Villejuif, nella banlieue di Parigi, ferito a una gamba, resta chiuso in una stanza dell’ospedale Hotel-Dieu di Parigi. Agli inquirenti ha detto nei giorni scorsi che si è ferito alla gamba cercando di “disfarsi delle sue armi”. Poi non ha più risposto e si è chiuso nel mutismo, invocando il “diritto al silenzio”.

In Francia intanto è caccia al complice. Secondo i media un ricercato è il proprietario dell’auto nella quale è stato ritrovato l’arsenale di Ghlam, con kalashnikov, un giubbotto anti-proiettile, munizioni, materiale informatico e di telefonia. Ma si parla anche di un secondo ricercato. “Questo tipo di individuo non agisce mai da solo, ci sono delle reti, un sostegno logistico”, ha affermato il premier Manuel Valls, confermando l’ipotesi del complice o anche di un mandante in Siria che avrebbe dato l’ordine di colpire le chiese.
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Il riepilogo

Parigi resta quindi in allerta massima, come tutto il Paese. Il governo francese sta affrontando un’emergenza. Cresce la paura di attacchi ai luoghi di culto cristiani, dopo la scoperta di un piano per colpire due chiese.

Due chiese nel mirino, un arsenale di armi da guerra pronte ad essere utilizzate, un progetto imminente, che prevedeva probabilmente anche la partecipazione di complici: il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha annunciato ieri l’arresto avvenuto per caso di un giovane fondamentalista islamico, un algerino già noto ai servizi, con ambizioni di partire per la Siria.

Il giovane, secondo quanto ricostruito, sarebbe anche l’autore dell’assassinio, domenica, di un’insegnante di fitness ritrovata morta nella sua auto a Villejuif, in banlieue. E proprio da questa vicenda, ancora da chiarire, sarebbe scaturito – per caso – l’arresto del sospetto.

Poco prima delle 9 del mattino di domenica 19, una telefonata al pronto soccorso fa accorrere un’ambulanza nel 13mo arrondissement, dove un uomo giace in terra con una ferita da arma da fuoco. Si chiama – secondo quanto trapela oggi – Sid Ahmed Ghlam. Sostiene di essere stato aggredito e perde molto sangue. I soccorritori chiamano la polizia che risale le tracce di sangue e arriva a un veicolo parcheggiato poco lontano.

All’interno, un arsenale da guerra: kalashnikov, pistole, giubbetto antiproiettile, munizioni e un lampeggiante da auto di polizia. All’ospedale, il ferito viene identificato come uno studente di informatica, algerino, arrivato in Francia nel 2009.

Il giovane ammette di essere proprietario dell’auto. Nel suo appartamento, i poliziotti scoprono documenti che, secondo Cazeneuve, “dimostrano senza alcun dubbio che stava progettando di commettere un attentato, probabilmente contro una o due chiese”. La quantità di armi fa pensare all’esistenza di complici.

Cazeneuve ha aggiunto che i servizi tenevano d’occhio il ragazzo dall’anno scorso, quando aveva manifestato il desiderio di unirsi alla jihad in Siria. La sua connessione internet era sotto controllo, come il suo telefono. Quest’anno sarebbe sparito una settimana per andare in Turchia e al suo ritorno sarebbe stato posto in stato di fermo, poi rilasciato.

Le indagini condotte su di lui domenica, la sua ferita alla gamba, hanno spinto gli inquirenti a sospettarlo dell’omicidio di Aurelie Chatelain, 32 anni, istruttrice di fitness arrivata per uno stage di pilates a Parigi nel week-end. Era stata trovata uccisa da tre proiettili, adagiata sul sedile accanto a quello di guida nella sua auto. La polizia sospetta Sid Ahmed Ghlam di aver tentato di rubare la sua auto. Nell’azione, per motivi oscuri, l’algerino si sarebbe sparato per errore alla gamba.

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/parigi-progettava-attentato-in-chiese.aspx