Riportare il Crocifisso in Europa è la mia missione! Federica Picchi si racconta

Che cosa spinge la giovane imprenditrice Federica Picchi a candidarsi alle Elezioni Europee?

Un cuore che arde di amore per la Verità che è solo in Cristo Gesù!

Federica picchi

Federica Picchi, oltre a essere una mia concittadina, (entrambe siamo originarie di La Spezia) è una cara amica che stimo per la determinazione e l’impegno che mette in tutto ciò in cui crede. Al primo posto, Cristo che le ha ribaltato la vita e ne ha fatto un’innamorata, una combattente leale e inarrestabile.

Federica Picchi: la sua storia

Federica, nel 2009 lascia una posizione lavorativa invidiabile nel mondo dell’alta finanza a Londra, conquistata con anni di studio alla Bocconi e una borsa premio alla Georgetown University di Washington. Decide di lanciarsi nella distribuzione cinematografica per promuovere i valori e le virtù cristiane, i modelli positivi e la bellezza della verità, di cui il mondo oggi ha sete più che mai.

Nel 2010 fonda Dominus Production: la casa di produzione e distribuzione filmica, con un circuito di oltre trecento sale in tutta Italia. E una sezione editoriale e una discografica. A lei dobbiamo l’arrivo in Italia di Cristiada. Film di grande valore, che narra la persecuzione cattolica a inizio ‘900 in Messico, con attori di primissimo piano, come Andy Garcia e Eva Longoria. Se non c’era la neonata Dominus, non sarebbe stato distribuito nelle nostre sale cinematografiche e probabilmente neppure God’s Not Dead 1 e 2, Marie Heurtin, Il Risveglio del gigante, La mia seconda volta.

Una nuova sfida

Oggi, per Federica Picchi, una nuova grande sfida. Si candida alle Elezioni europee con Fratelli d’Italia. Il suo nome sarà presente il 26 maggio nelle liste delle circoscrizioni del Centro (Lazio, Umbria, Marche, Toscana) e Nord Ovest (Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta). Ma andiamo a conoscere più da vicino questa giovane donna che non smette di stupirci con la sua tenacia e grinta.

Federica Picchi e Simona Amabene a La Spezia per la presentazione del film “God’s Not Dead 2”

L.d.M. – A un certo punto della tua vita fai un incontro inaspettato che stravolge i tuoi piani. Ci puoi raccontare?

Mia madre nel 2004 si ammalava. Le avevano diagnosticato un tumore in metastasi e dato solo due mesi di vita. A Capodanno di quello stesso anno cambio i miei programmi e anziché a Saint Moritz, mi ritrovo ad andare, per la prima volta, a Medjugorje per pregare per la sua guarigione fisica. E la grazia arrivava. Mia mamma viveva altri cinque anni, contro ogni previsione. Ma non solo. Il mio incontro con la figura di Cristo e con Maria metteva tutto in gioco. Gradualmente la mia vita cambiava, iniziava un cammino in cui man mano ti sganci di tutti i fardelli.

Continuavo a lavorare in banca ma con una diversa visione del lavoro. Molti progetti di finanziamento non li volevo più chiudere perché non erano convenienti per i Paesi in via di Sviluppo che li richiedevano. Nel corso di quegli anni, comprendevo che la cosa prioritaria, ancora prima della salute, era chiedere la conversione della mia famiglia. Coinvolgevo i miei genitori nella recita del Rosario, e piano piano si avvicinavano sempre più a Dio. Mio padre moriva improvvisamente nel 2008 per infarto. E l’anno dopo mia madre peggiorava, ma nel frattempo il suo cuore era cambiato, si era molto addolcita.

Avevo preso un periodo sabatico per starle accanto. In camera sua la tv era sempre accesa. E prendevo così coscienza di come il palinsesto televisivo era invaso da programmi spazzatura. Capivo tutte le insidie mascherate da pseudo libertà per i giovani. Volevo urlarlo al mondo. Sentivo che non potevo stare ferma, dovevo fare la mia parte per promuovere prodotti di qualità culturale e con fine educativo, con contenuti forti che potessero risvegliare le coscienze e suscitare delle domande. Così è nata Dominus Production.

L.d.M. – E oggi una nuova sfida in politica. Chi o cosa ti ha spinto a questa scelta?

Quando mi hanno proposto di candidarmi alle Europee, ero molto titubante. Come qualsiasi piccola imprenditrice ho tantissimo lavoro. La Dominus richiede di essere seguita costantemente. Mi sono confrontata a lungo anche col mio direttore spirituale. Il consiglio è stato che se la sento come missione, come servizio e ne avverto tutto il peso e il sacrificio, allora è la conferma che è la cosa giusta.

Dopo aver visto che non ci persone che difendono a spada tratta i nostri valori, e dopo aver ascoltato Giorgia Meloni, al Congresso mondiale delle Famiglie, a Verona, ho scelto. Ho chiarito quali sono per me i temi fondamentali: vita, famiglia, lavoro. Mi hanno dato carta bianca. A prova della sincerità della mia decisione, se fossi stata attenta alla poltrona, mi sarei candidata in un partito con delle percentuali più alte. Ma ho scelto Fratelli d’Italia, perché c’è tradizionalmente una posizione a difesa della vita. Vuoi per fede, vuoi per logica razionale o per tradizione, ma c’è un profondo rispetto per la vita, per le tradizioni cristiane, e per la famiglia. Non dimentichiamo che il partito MSI votò contro l’aborto.

L.d.M. – Cosa ti senti di dire agli italiani e in particolare ai più sfiduciati verso la politica, per motivarli a votarti?

Non sono una persona migliore, ho tanti difetti però sono animata da un fuoco di Amore e non è il bene materiale che mi interessa. Ci ho già rinunciato. A poco più di 30 anni, andavo a incontrare il presidente della Colombia insieme a Jamie Dimon, presidente di JP Morgan, con volo privato insieme a tutti miei capi. Ricoprivo un ruolo di responsabilità in banca d’affari con grandi soddisfazioni economiche, viaggiavo su voli in prima classe, alloggiavo in hotel extra lusso, mi spostavo con la guardia del corpo.

Ho rinunciato a tutto questo, non perché io sia brava, ma ho visto che c’è una realtà più bella, profonda, riempitiva. Di una cosa le persone possono stare certe: soldi o posizioni di prestigio, non m’interessano. Ci sono già passata e so già che non è quella la fonte di pienezza. La mia battaglia è per la giusta difesa dei valori fondanti della società: vita, famiglia, lavoro. Con rispetto dell’avversario e con la pace nel cuore voglio dire la verità in modo granitico.

Prima di candidarmi mi sono messa in contatto con tutte le persone che hanno delle capacità tecniche giuridiche, come il centro studio Livatino. E ancora economiche, per tutto il discorso degli aiuti alle piccole attività produttive. Voglio occuparmi delle drammaticità delle piccole imprese vessate totalmente con i dipendenti che sono un lusso a causa della forte tassazione. E soffrono anche loro. Mi metto nei panni degli altri perché anch’io sono una piccola imprenditrice che fa i salti mortali per portare avanti la sua azienda. Desidero dare voce a chi lavora. L’Europa non deve essere un cavillo, un cappio al collo dell’impresa ma un volano di sviluppo.

In Europa ci vanno i grandi imprenditori perché la campagna elettorale costa un botto. Sto andando avanti grazie all’aiuto degli amici di buona volontà, al passaparola perché voglio che sia una cosa sana, non gonfiata dai soldi che ci metti. Ogni cosa la sudo e mi da fastidio buttare giù soldi per mettere la mia faccia in tv. Se le persone credono e hanno fiducia in me andrò avanti.

Il Pensiero di Federica Picchi sull’aborto

L.d.M. – L’aborto è uno di quei temi che crea divisione tra noi stessi cattolici, quale pensi sia la causa?

Si, purtroppo, vedo con dolore che il tema dell’aborto ci divide. Dobbiamo essere forti e battagliere perché c’è in gioco la vita e su questo valore non possiamo avere indugi. C’è chi vuole farci credere che è un diritto, un atto di libertà della donna. Trascurando che c’è di mezzo una vita che è tale dal concepimento. Non possiamo essere confusi su una verità così grande, sulla sacralità della vita. Ma molto nasce anche dalla cattiva informazione al riguardo.

Non può valere, “io non lo farei ma dobbiamo lasciare agli altri la libertà di scegliere”. Per scegliere, devono essere informati correttamente, hanno diritto di conoscere cos’avviene durante l’aborto. Per questo Dominus prossimamente distribuirà un film sull’importanza della vita, per aiutare le donne affinché sappiano cos’è davvero l’aborto. Non ci sono donne che si sono pentite di aver fatto nascere il loro bambino, mentre tantissime, e ne conosco, sono pentite di aver abortito.

I film “Il paziente inglese” sdogana l’eutanasia

Tra i miei obiettivi c’è quello di creare una rete culturale virtuosa di distribuzione con altre realtà come la nostra. Ce ne sono in Francia e in Polonia. E’ importante  garantire un impegno culturale onesto sul territorio. Tutte le leggi inique passano prima da un avvallo culturale, attraverso una diffusione manipolata dalle lobby, di film che influenzano il pensiero comune. Esempio, il pluripremiato film “Il paziente inglese”. Nella scena finale, l’infermiera che ama tanto il paziente, gli inietta tutte le fialette di sedativo che lui le allunga, e lo fa addormentare per sempre. Non è altro che lo sdoganamento della eutanasia. Prima della mia conversione non mi rendevo conto. Sono furbi, goccina dopo goccina, ti fanno credere che è giusto. Ha ragione Gesù quando dice:”I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”.

L.d.M. – Cosa rispondi a chi ti contesta la scelta di Fratelli d’Italia rispetto alla questione immigrazione?

Amo molto l’Africa, dove in sette anni in banca d’affari finanziavo le grandi opere infrastrutturali: strade, ponti, dighe, scuole. In Africa chi soffre davvero non ha la possibilità di mettersi su un barcone per venire in Italia. Sono le persone pelle ossa che muoiono per le strade. Questa manovra migratoria vede solo circa il 6 per cento di profughi. Molti non lo capiscono perché non hanno mai vissuto in Africa. Io ci sono stata appunto sette anni.

Il problema culturale

La maggior parte che arriva qui, sono persone benestanti dell’Africa che hanno una mentalità  totalmente diversa dalla nostra. Non è un’accusa ma una constatazione. La diversità non è nel colore della pelle ma è nella cultura. Per loro la vita ha un valore bassissimo. Le persone arrivano a uccidere per un cellulare. Ti faccio un esempio. Sono stata in Kenia, per l’emissione di un bond. A due mesi dall’emissione, alcuni politici sono entrati in Parlamento col macete e si sono ammazzati tra loro per delle dispute tribali. E parliamo di uno dei Paesi più stabili dell’Africa. C’è quindi un problema culturale importantissimo.

Se queste persone che sono quelle più agiate, per qualche motivo che dobbiamo ancora capire, arrivano nel nostro Paese e vengono tenute nei nostri centri a bivaccare, è chiaro che diventano potenzialmente un pericolo di disordine sociale. Non perché siano cattivi ma perché non vengono aiutati nel modo giusto. Devono essere avvicinati alla nostra cultura, far loro capire che la donna è un essere umano e deve essere rispettata. A Firenze d’inverno, dopo le sette di sera, non voglio girare da sola. Ovunque sono mi viene a prendere mio marito perché ho paura. Ci sono intere strade pericolose in centro a Firenze. Dobbiamo portare le nostre città alla sicurezza.

E aiutare davvero l’Africa che ha bisogno di investimenti in opere infrastrutturali, in scuole, cultura. L’Africa è ricchissima ma viene sfruttata proprio da quei Paesi che sono i fautori dell’immigrazione, come la Francia. Continuano a sfruttarla anche con l’immigrazione incontrollata. E’ una forma di sfruttamento travestita da accoglienza. Il fatto di aver messo una quota di rimborso così alta che andava alle cooperative, faceva si che si speculasse sulla pelle di queste persone. Senza dar loro la dignità di un lavoro, senza inglobarle, tenendole lì per prendere dei fondi. Per altro quelli che arrivano non sono i più bisognosi quindi non stiamo risolvendo il vero problema.

Ciò non cambia che sono nostri fratelli e dobbiamo aiutarli ma in modo corretto, onesto e mirato, dando loro una reale opportunità. E non ammassarli nei centri per prendere dei soldi. Misericordia è aiutarli a strutturare il loro bellissimo Paese. Ci dovrebbero essere delle regole europee che impongono ai Paesi che prendono le loro risorse, di reinvestirne una grande quota in Africa. Cosa che non avviene. E’ questo che voglio fare e per cui lotterò se verrò eletta.

La visione del futuro per Federica Picchi

L.d.M. – Che cosa temi di più per il nostro futuro?

Temo l’attacco alla vita, questa spinta verso l’eutanasia, verso l’uccisione del debole, del malato, dell’anziano. L’Europa sta spingendo verso questo. E’ una deriva pericolosissima verso cui ci siamo già indirizzati. Dobbiamo bloccare chi sta proponendo le DAT, l’eugenetica, l’utero in affitto, tutte attività che hanno a che fare con la sacralità della vita. Ho paura di questo. E siamo già andati oltre. In Giappone, pochi lo sanno, sono in corso degli sperimenti che creano degli embrioni uomo e animale per il trapianto di organi. L’uomo sta cercando di sostituirsi a Dio. Vedi l’utero in affitto. Il prossimo step sarà quello di creare gli embrioni in laboratorio.

E l’altro rischio grande è il micro cip sotto cutaneo. Lo stanno cercando di sdoganare in tutti i modi, con i servizi pubblicitari, mostrando quanto è bello entrare in ufficio senza password, pagare senza carta. L’Europa ci vuole rendere i nuovi schiavi. Consapevole di tutto ciò, non dormivo alla notte al pensiero di non tentare di fare tutto quello che potevo per fermarlo.

Metto in conto gli insulti, le incomprensioni con chi non capisce, perché ha gli occhi velati dalla menzogna e magari pensa di fare il bene e invece va in una trappola. Noi dobbiamo aiutarlo a capire la verità, con pace ma fermezza.

L’appello che faccio a tutte le persone di buona volontà:”Non facciamoci fregare, qui c’è in ballo la vita, la famiglia, la dignità del lavoro. Chiedo a tutti di darmi sostegno per mettere un piede in Europa. E di pregare per me. Ne ho bisogno per questa nuova grande sfida”.

Simona Amabene

 

 

 

 

 

La completezza dell'Informazione è nell'interesse di tutti. Per questo ti chiediamo di suggerire integrazioni o modifiche e di segnalare eventuali inesattezze o errori in questo o in altri articoli di Lalucedimaria.it scrivendoci al seguente indirizzo: [email protected]