E’ giusto venerare i santi?

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Un’importante articolo di fede del “credo apostolico” recita: “credo nella comunione dei Santi”. Noi cattolici (e non solo, ma anche i fratelli delle Chiese di rito Orientale e Ortodosse) crediamo in questa comunione e consideriamo cosa utile e doverosa la “venerazione dei Santi” e “degli Angeli”, i quali intercedono per noi presso il Padre Celeste che è Dio.

I fratelli delle chiese riformate accusano spesso noi cattolici per questo culto, affermando che la “comunione dei Santi” è contro gli insegnamenti della Bibbia. Ci accusano inoltre che noi cattolici “adoriamo le Statue” in quanto portiamo “in processione la statua della Madonna”, oppure ci contestano l’adorazione della Croce.

Vediamo ora in dettaglio cos’è l’intercessione dei Santi e vediamo perché è coerente con la Bibbia.

Nella Bibbia Intercedere significa intervenire in favore di qualcuno. I nostri fratelli protestanti negano questa intercessione facendo riferimento alle parole di Paolo: “Dio è unico, unico anche il mediatore tra Dio e gli uomini, il Cristo Gesù, uomo anche Lui, che ha dato se stesso in riscatto di tutti” (1 Timoteo 2,5-6). Così l’intercessione presso Dio sarebbe riservata a Cristo solamente.

Vorrei aggiungere innanzitutto una doverosa nota sull’interpretazione di 1Tim 2,5-6. I protestanti spesso estrapolano questo tipo di versetti dal loro contesto citandoli a sproposito, traendo così in inganno gli sprovveduti. E’ evidente che San Paolo in questo versetto mette in risalto il ruolo di Gesù Cristo, unico mediatore tramite tra l’umanità redenta e il Padre Celeste. In che cosa consiste questa “mediazione” e in che senso Egli è l’unico mediatore? Leggendo l’intero capitolo di 1 Tim 2 si comprende che la mediazione citata da San Paolo è il prezzo per la nostra salvezza, ed Egli è l’unico ad aver pagato questo prezzo in modo pieno ed assoluto. Certo come dice San Paolo noi partecipiamo alla redenzione di Cristo con le nostre sofferenze (Rom 8,17; Col 1,24) ma il prezzo pieno della mediazione l’ha pagato Cristo. I fratelli protestanti invece, intepretanto questo versetto in modo assoluto, arrivano ad escludere totalmente la possibilità di intercessione (o mediazione) da parte degli altri Santi in Cielo. I versetti biblici non vanno mai interpretati in modo assoluto – escludendoli dal contesto – ma devono essere collegati in modo armonioso con il resto delle Scritture. Prendiamo ad esempio Ap 15,4: “Chi non temerà, o Signore, e non glorificherà il tuo nome? Poiché Tu solo sei santo”. Chi prendesse questo versetto alla lettera potrebbe dimostrare quindi – Bibbia alla mano – che nessuno all’infuori di Dio è Santo. Ma se prendiamo invece altri versetti come ad es. Fil 4,21 o Col 1,4 dimostriamo che non è affatto così, ma che tutta l’umanità è chiamata alla santità, cosi come la Bibbia stessa non esclude affatto la possibilità di mediazione / intercessione da parte dei credenti e dei Santi.

Quelli che perciò negano l’intercessione dei Santi non mancano quindi di intercedere essi stessi per gli altri. Per essere coerenti con se stessi dovrebbero smettere a questo punto di pregare per gli altri. Tuttavia S. Paolo ci spinge ad intercedere per tutti e a questo proposito scrive a Timoteo: “Raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni e rendimenti di grazie in favore di tutti gli uomini, per i re e per tutti coloro che sono in autorità… Questa infatti è una cosa bella e gradita al cospetto del Salvatore, nostro Dio.” (1 Timoteo 2,1-3). S. Paolo prega per Timoteo e per i credenti stessi e domanda anche a loro di pregare per gli altri e per lui stesso:

“…senza sosta, notte e giorno, penso a te nelle mie preghiere” (2 Timoteo 1,3).

“…non cesso di ringraziare per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi doni uno spirito di sapienza e di rivelazione per meglio conoscerlo; illumini gli occhi della mente, perché possiate comprendere…” (Efesini 1,16-17).

“Mossi dallo Spirito pregate incessantemente con ogni sorta di preghiera e di supplica, vegliate e siate assidui nella orazione per tutti i Santi e anche per me, affinché mi sia concessa libertà di parola per annunciare coraggiosamente il Mistero del Vangelo…” (Efesini 6,18-19).

– “Siate assidui nella preghiera… In particolare pregate per noi…” (Colossesi 4,2-3). “…mentre nelle loro preghiere per voi manifestano il vivo affetto che vi portano…” (2 Corinti 9,14).

“Noi preghiamo Dio che voi non facciate niente di ciò che è male… e quello che domandiamo nelle nostre preghiere è la vostra perfezione” (2 Corinti 13,7-9).

“Rendo grazie a Dio… e sempre in ogni mia orazione è con gioia che io prego per voi tutti” (Filippesi 1,3-4). “…Ed ecco la mia preghiera: che la vostra carità vada aumentando sempre di più in conoscenza…” (Filippesi 1,9)

Anche gli Apostoli Giacomo e Giovanni raccomandano l’intercessione:

“Confessate dunque i peccati a vicenda e pregate gli uni per gli altri, perché possiate essere guariti. La preghiera del giusto è molto potente nella sua azione” (Giacomo 5,16). “Se uno vede il suo fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi e Dio gli darà la vita” (1 Giovanni 5,16).

Si intercede sia presso il Cristo Gesù, sia direttamente presso il Padre stesso grazie alla nostra fede in Gesù. Il fatto che Gesù sia l’unico mediatore non impedisce l’intercessione presso di Lui per gli altri e Lui intercederà presso il Padre per noi. Meglio ancora, il Cristo ha ottenuto la possibilità che i suoi fedeli possano intercedere loro stessi direttamente presso il Padre, grazie all’amore che essi Gli portano. Questo risulta chiaramente dalle parole di Gesù: “In verità

in verità io vi dico, qualunque cosa voi chiediate al Padre nel mio nome, ve la darà” (Giovanni 15,16). E’ evidente la possibilità di una nostra intercessione diretta presso il Padre. Gesù non ottiene solamente che i suoi fedeli possano intercedere direttamente presso il Padre,

ma gli rivela anche che credendo in Lui, Egli non dovrà neanche più intercedere per loro. Infatti Egli disse: “In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso vi ama infatti, poiché voi mi avete amato” (Giovanni 16,26-27).

I Santi che ci hanno preceduto in cielo, così come gli angeli, sono viventi e attivi; possono intercedere per noi e lo fanno. Bisogna essere senza umiltà e senza amore per rifiutare e per sottostimare la loro intercessione (Io personalmente credo e confido inoltre che sia molto più potente l’intercessione della nostra Madre Celeste Maria, o di G. Giuseppe che una qualunque intercessione fatta da uomini “terreni”).

L’intercessione è l’espressione di un amore e di una solidarietà assoluta. Noi siamo uniti dalla preghiera comune e dall’intercessione reciproca tra veri credenti, coloro che vivono ancora sulla terra e coloro che -conosciuti o sconosciuti per noi- che ci hanno preceduti in cielo. E’ la “Comunione dei Santi”, l’unione delle società celesti e terrestri riunite intorno a Cristo in una sola famiglia, poiché Dio è nostro Padre. Pregare, supplicare il Padre, intercedere gli uni per gli altri significa amarsi ed essere uno nel Cristo: “Uno per tutti, tutti per uno”. Gesù pregò ardentemente per questa unione (Giovanni17,21). Amore, solidarietà, comprensione e compassione portano inevitabilmente alla supplica nell’intercessione, come dice Giacomo 5,16.

Paolo ci precisa: “…Ecco ciò che è buono e ciò che piace a Dio nostro Salvatore” (1 Timoteo 2,1-4). Quante madri e quanti padri o quanti Santi morti hanno salvato i loro figli e i loro cari

per le lacrime versate presso il Padre…

A Cana la vergine Maria intervenne presso Gesù per far cambiare l’acqua in vino. Ha avuto compassione per gli invitati che, in quell’ambiente di gioiosa festa nuziale, non avevano più vino per “brindare” in onore dei nuovi sposi. Fu generosamente esaudita e Gesù allo stesso tempo accettò di cambiare il piano divino anticipando la sua ora (Giovanni 2,1-11). Maria intercede a maggior ragione quando le circostanze sono veramente tragiche per coloro che confidano in Lei. Lei soffre con loro, sente il loro dolore, giustifica la loro situazione e ottiene sempre ciò che a loro conviene… al tempo opportuno. Ella è la “Compassionevole Intercessione”; il Padre e il Messia non Le rifiutano nulla, poiché ciò che Ella domanda è sempre in sintonia con lo Spirito Santo.

E’ importante aggiungere, prima di concludere, che nostri intercessori non solo i Santi e gli angeli, ma anche le anime del Purgatorio. Esse sono nostre amiche e nostre sorelle, e anche loro intercedono per noi presso il Padre. E’ uno scambio reciproco di grazie. Esse ormai non possono più nulla per loro stesse, perché perse nella Volontà di Dio, e devono solamente espiare e purificarsi dal loro peccato (non possono più compiere opere di bene). Però noi per loro possiamo fare molto: sacrifici, oblazioni, ma soprattutto il Sacrificio della Santa Messa offerto per loro. E le anime del Purgatorio – per contraccambiare –

pregano e intercedono per noi presso il Padre.