Teniamo bene a mente la differenza tra Sacramenti e Sacramentali

Sacramenti e SacramentaliSacramenti e Sacramentali: non possiamo essere confusi in merito, come su molti altri aspetti salienti della nostra dottrina.

Chiunque volesse seguire Cristo, “dovrebbe studiare”, per arrivare ad avere una fede autentica, che sia supportata dalla conoscenza della Parola di Dio e del messaggio evangelico, nonché dalle regole e dai comandi che sottointendono la volontà di Dio e che spiegano i riti e le celebrazioni e che aiutano a tradurre tutto questo in azioni quotidiane e continue.

Qualcuno, dopo il catechismo e i primi Sacramenti, ha certamente abbandonato la via del cristianesimo (pur definendosi credente, spesso non praticante), per vie più semplici e mondane, relegando in un angolo buio della propria esistenza la dottrina che aveva imparato.

Sacramenti e Sacramentali: quanto è autentica la nostra fede?

Qualcuno, poi (forse in età più matura e dopo una serie di esperienze extra spirituali deludenti), si è reso conto di aver perso qualcosa -forse la retta via- ed ha capito di voler tornare al Padre.
Ma come farlo? Come recuperare quel cammino perduto, liberandolo dalla confusione (quella data da una fede improvvisata, malnutrita o mai ripulita dalle tradizioni popolari che hanno inculcato nell’umanità delle credenze, che affondano le radici nella superstizione e non nella Verità scritta del Libro della Bibbia)?

Sacramenti e SacramentaliCertamente affidandosi alle guide prescelte dalla Chiesa, quei Ministri di Dio che, diversificando, anche, i loro compiti, sanno spiegare e indicare una sana e consapevole metodologia, per crescere nella fede e nelle opere.
Non si può e non di deve, dunque, correre il rischio di andare, ancora una volta, in direzioni sbagliate, di girare ancora a zonzo o di mescolare le diverse spiritualità, come è di moda fare al giorno d’oggi.

Questo sarebbe un gravissimo danno per la nostra spiritualità cristiana e per la nostra umanità, poiché, chi sceglie di credere in Dio, nel Dio cristiano, e non aderisce ai Sacramenti, alle catechesi, alle preghiere comunitarie, alle celebrazioni, rimane ai margini della devozione fruttuosa.

La conversione è necessaria per tutti, ma qui non è intesa come adesione al Credo cristiano (quello si suppone ci sia già), quanto come atto per far confluire i nostri pensieri, i nostri intenti, in un processo che, man mano, ci porta, dall’essere quei bambini della nostra prima comunione, che si sono persi in altre cose, subito dopo aver smesso il vestitino bianco, a diventare adulti nella fede e consapevoli dell’azione di Dio nelle nostre vite.

La differenza Sacramenti e Sacramentali

Sappiamo -tanto per cominciare- che sono a nostra disposizione i Sacramenti, ossia il Battesimo; la Confessione o la Riconciliazione; l’Eucaristia o la Comunione; la Cresima o la Confermazione; il Matrimonio; l’Ordine sacro; l’Unzione degli infermi, che ci accompagnano nel nostro percorso di crescita e rafforzano ogni giorno il nostro essere di Cristo, se li onoriamo (a seconda del ruolo che scegliamo di vivere nella Chiesa e del momento specifico della nostra vita).

Sacramenti e SacramentaliMa spesso si fa confusione, ad esempio, tra Sacramenti e Sacramentali.
Precisiamo che il Sacramentale è l’atto della preghiera/benedizione che solo il sacerdote (il Vescovo o il Diacono), Ministro di Dio, effettua sulla nostra persona. E’ errato, dunque, credere che sia uno speciale rito, affinché un oggetto (che portiamo a benedire) acquisti il potere di difenderci dal male o di renderci più forti nella fede.

Uno scapolare, un crocifisso, una coroncina, il sale, l’acqua, l’olio o le fedi per gli sposi anche, e tanto altro, possono essere considerati (se benedetti) solo in quanto posseduti dalla persona su cui viene fatta la preghiera/benedizione, dal sacerdote, e non in quanto oggetti divinizzati a se stanti.
Solo in questo modo, gli oggetti benedetti diventano segni del Sacramentale avvenuto, poiché il cristiano non ha amuleti!

Il chiarimento può sembrare sottile e banale, ma è, in effetti, sostanziale e fondamentale.
Quegli oggetti e la loro efficacia, infatti, dipendono, in qualche modo, dalla intenzione con cui il loro proprietario ne fa uso e da quanto lui stesso sia in comunione di intenti con Dio. Se così non fosse, chiediamoci cosa accadrebbe se un oggetto benedetto fosse usato da chi è contro Dio!

Ecco perché non ha senso benedire una casa (le mura), se non è abitata da una famiglia che intenda vivere cristianamente! Quando il sacerdote benedice la nostra abitazione, lo fa per renderla un posto migliore (spiritualmente parlando) per la famiglia che la abita (e che ne usufruisce) e non per rendere sacro quel luogo!
Un oggetto non ha il potere di salvarci, solo Dio ci salva. Ciò su cui dobbiamo concentrarci è che il Sacramentale che ci viene dato -sotto forma di preghiera/benedizione dal sacerdote, ribadiamolo- è un modo per prepararci a ricevere i Sacramenti, in quanto ci ripulisce da ciò che non appartiene a Dio (questo fa la benedizione su di noi).

L’esorcismo è un Sacramentale

In quest’ottica e per questo motivo, anche l’esorcismo è un Sacramentale (non un Sacramento), in quanto ci libera dal maligno e ci dispone a ricevere i Sacramenti degnamente.
Il Sacramentale è l’opera del contadino, che prepara il terreno per una buona semina; il seme piantato è il Sacramento che porta, così, con se buoni frutti
Del resto, il Concilio Vaticano II aveva sancito: “La Madre Chiesa ha inoltre istituito i Sacramentali.

Questi sono segni sacri per mezzo dei quali, ad imitazione dei Sacramenti, sono significati, e vengono ottenuti per intercessione della Chiesa effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l’effetto principale dei Sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita”.

“Così la Liturgia dei Sacramenti e dei Sacramentali offre ai fedeli ben disposti la possibilità di santificare quasi tutti gli avvenimenti della vita per mezzo della Grazia Divina … E così non esiste quasi alcun uso retto delle cose materiali, che non possa essere indirizzato alla santificazione dell’uomo e alla lode di Dio”.

C’è da dire, inoltre, che ogni liturgia al di fuori della Santa Messa (le paraliturgie, come la liturgia delle ore) è un Sacramentale, perché aiuta il fedele a rendersi pronto e robusto nella fede, alfine di essere terreno fertile, perché il Sacramento attecchisca nel suo cuore, nella sua vita.
Nella liturgia nelle ore, inoltre (ed è una delle poche eccezioni), i fedeli laici sono anche Ministri del Sacramentale, in virtù del sacerdozio regale (o comune) di cui sono investiti tutti i battezzati. In casi come questo, ognuno di noi è co-Ministro del Sacramentale a cui si sta partecipando.

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Antonella Sanicanti

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