Dall’Eucarestia passiamo alle zucche, che Cristiani siamo?

“Del senno di poi son piene le fosse”, recita un notissimo proverbio, come a dire che preoccuparsi di ciò che è già accaduto è inutile, ma, se ne avessimo sconosciuto le conseguenze prima, lo avremmo volentieri evitato.

Ed è per questo che, a distanza di un paio di giorni da Halloween, parliamo ancora di una ricorrenza a cui anche molti cristiani, forse inconsapevolmente, hanno dato spazio.

La zucca intagliata con la candela dentro, il simbolo più innocente del 31 Ottobre, non può essere considerata una nuova arte scultorea, ma è davvero un simbolo spirituale e negativo molto forte, che rievoca la memoria di un’anima vagante, che non ha trovato pace al cospetto di Dio, ma nemmeno dannazione nel regno di Satana.

La simbologia e la sottile linea oscura che propaga è spiegata con la storia di un certo Stingy Jack (ora Jack O’Lantern) di origini irlandesi, che si descrive con la frase “Ne’er-do-well”, ossia “Non ne combino una giusta”.

Quella di Jack è una storia che i bambini dovrebbero proprio conoscere e che, forse, potrebbe aiutare molti genitori a spiegar loro la pericolosità e il vero terrore/orrore della ricorrenza  del 31 Ottobre, che pretende di sostituirsi alla vigilia di Ognissanti, celebrata dai fedeli di Cristo.

Purtroppo, qualche giorno fa, tanti sono stati i piccoli che, passando dalla lezione di catechismo al mascherarsi da mostri, sono venuti a bussare alle nostre porte, scimmiottando le frasi filmiche americane: “Dolcetto o scherzetto?”, come se fosse un gioco innocuo.

Ma -lo sappiamo bene- quando si parla di occultismo, non c’è modo e motivo per giocare.

Tornando alla vicenda di Jack, di lui si sa che era un fannullone e uno scommettitore, nonché un alcolizzato.

Una sera di un 31 Ottobre qualsiasi, gli apparve Satana, che lo avvertiva di voler prendere possesso della sua anima, macchiata dal peccato.

Jack, allora, gli chiese di poter bere un ultimo bicchiere, ma si affrettò a lamentarsi di essere squattrinato, invitando Satana a trasformarsi in una moneta, per poter pagare.

Satana, tentato nel suo orgoglio e nella sua presunta onnipotenza, si trasformò e Jack lo mise nel suo portafoglio, che aveva una croce ricamata sopra.

Il diavolo, rimase, così, imprigionato e scese a patto con Jack, che gli chiese un altro anno di vita.

L’anno seguente, esattamente nella stessa data, Satana, puntualissimo, era li ad attenderlo, ma  Jack -come era nel suo stile- aveva in serbo una nuova sfida.

Insinuò che il diavolo, dopo essersi arrampicato su un albero, non sarebbe stato in grado di ridiscendere.

Satana, allora, per provare quanto Jack si sbagliasse, salì sull’albero più vicino.

L’uomo incise una croce sulla corteccia, intrappolando satana per la seconda volta. Questi dovette promettere, per essere liberato, di non cercarlo più.

Ma, dopo un altro anno, come accade a tutti gli esseri mortali, anche Jack morì, per davvero stavolta.

Bussò alle porte del Paradiso, ma, in quanto accanito e recidivo peccatore, non gli venne aperto.

Non gli rimase che bussare a quelle dell’inferno, ma anche Satana, memore dei suoi inganni subdolamente ingegnati e per vendicarsene, gli negò l’ingresso.

Il diavolo donò, però, a Jack un tizzone, che gli potesse servire come candela, per cavarsela nell’oscurità del limbo, cui era destinato.