Commemorazione dei defunti: “Per Gesù la morte non è che un sonno”

defuntiTra gli appunti di don Tonino Bello, dopo la sua morte, i familiari hanno trovato un’omelia particolare per i defunti: “Per Gesù la morte non è che un sonno. Un sonno più profondo del sonno comune e giornaliero. Così profondo che soltanto un amore sovrumano lo rompe. Amore dei superstiti più che del dormiente”.

In realtà, era stata preparata per un ragazzo appena morto, nel tentativo di consolare gli amici e i parenti, che -come si può immaginare- non si davano pace per quella perdita.
“C’è un passo del libro della Sapienza che in questo momento vorrei ricordare a quanti, amici e coetanei del povero Raffaele, si stringono intorno alla sua inerte persone avvolta nel gelo della morte. “Fu rapito perché la malizia non alterasse il suo spirito, e la seduzione non ingannasse l’anima sua”.

Cari giovani, accogliete il monito supremo che parte dalla bara di questo vostro amico, che ha conosciuto la notte prima della sera, e trasformate la vostra vita in un impegno costante di lavoro, di obbedienza, di sacrificio e di purezza!”.
Sicuramente, ad ognuno di noi è capitato di non sapersi rassegnare, per la perdita, forse prematura, di un amico o di un familiare.

defuntiCome nasce il culto della Commemorazione dei defunti

Per quanto ci si possa “impegnare”, quel momento risulta sempre inatteso e ci coglie impreparati, disarmati.
Ogni anno, il 2 Novembre, è così che ci sentiamo, ancora una volta: smarriti, abbandonati, vaganti in quel dolore che non passa mai e con cui possiamo solo convivere, ma che, con l’aiuto di Dio, ci porta lontani, a sperare e a credere nella vita oltre la vita.

Oggi è la Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum, ossia la celebrazione di qualunque anima ci abbia preceduto nel viaggio verso il cielo.
Fu Sant’ Odilone di Cluny, Abate, che, nel 998, decise, secondo la Regola Cluniacense (di ispirazione Benedettina), che le campane dell’Abbazia suonassero con rintocchi funebri, dopo i vespri dell’1 Novembre.

Nacque, così, la Commemorazione dei Fedeli Defunti che, inoltre, si esprimeva con l’intenzione di prendere l’Eucaristia, il giorno seguente, pro requie omnium defunctorum.
A poco a poco, il rito divenne di tutta la Chiesa Cattolica. Nel XIV secolo venne chiamato Anniversarium Omnium Animarum.

Tutti noi dobbiamo pregare, e tanto, per le anime dei defunti, chiedendo a Dio di perdonare i loro peccati, quelli che, non ancora rimessi, possano separare loro dalla beatitudine senza fine.
In questo giorno solenne, che richiama tutti al pensiero delle persone care, seguendo le disposizioni della chiesa, si possono ottenere le indulgenze in favore dei defunti.
Questo si può fare anche in altri giorni dell’anno e in luoghi particolari, appositamente scelti per il culto.

Ognuno di noi è col-legato ai propri antenati. La nostra storia umana e spirituale è intessuta alla loro.
Agevolare, dunque, il loro passaggio, dal Purgatorio alla presenza del Sommo Bene, significa aiutare anche noi stessi e “coltivare” la nostra redenzione.
Nel porre sempre molta attenzione e tanto affetto al ricordo di quelli che, nella nostra famiglia o tra i conoscenti, ci hanno già lasciato, non manchiamo mai di affidarli alla Misericordia Divina, che li rinfranchi e li renda puri, come Dio vuole.

defuntiPreghiera per liberare le anime del Purgatorio

Davanti al crocifisso, recitata 33 volte, libera 33 anime del Purgatorio, il Venerdì Santo; recitata 50 volte, libera 5 anime del Purgatorio, ogni venerdì.
Ti adoro o Croce Santa, che fosti ornata del Corpo Sacratissimo di Gesù Cristo; coperta e tinta del Suo Preziosissimo Sangue.
Adoro Te mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui che è il mio Signore. Amen.

Preghiera per la perdita di una persona cara

Signore, tu mi hai tolto la persona che mi era tanto cara in questo mondo.
Io l’amavo e speravo di godere per lungo tempo della sua presenza. Tu hai disposto diversamente e sia fatta la tua volontà.
Il solo conforto che provo nella sua perdita e’ che tu l’hai ricevuta nel seno della tua Misericordia e ti degnerai un giorno di unirmi ad essa.

Se un resto di soddisfazione per le sue colpe la trattenessero ancora nelle pene e le impedisse di riunirsi a te, io ti offro a suo vantaggio tutte le mie preghiere e le mie opere buone e soprattutto la mia rassegnazione per questa perdita.
Tu hai preso, Signore, ciò che ti apparteneva. Custodisci la persona a me tanto cara nella vita eterna, per la tua gloria, per la sua gloria e per la mia consolazione. Amen.

Antonella Sanicanti

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