Carlo Acutis: il chiarimento sul reale stato del corpo riesumato

Una nota del Vescovo di Assisi, specifica che il corpo di Carlo Acutis non è stato trovato incorrotto ma integro in tutte le sue parti anatomiche.

La verità sul corpo di Carlo Acutis
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La precisazione è arrivata da parte di Mons. Sorrentino, vescovo della diocesi Assisi – Nocera – Umbra.
Dopo che si era diffusa la notizia che il corpo del futuro beato era stato ritrovato completamente incorrotto.

La conferma della riesumazione di un corpo integro e non incorrotto, l’ha data anche padre Carlos Acácio Gonçalves Ferreira, Rettore del Santuario della Spogliazione di Assisi – dove ad aprile scorso è stato traslato il corpo di Carlo Acutis – a EWTN del gruppo agenzia stampa ACI: “Si potrà vedere il corpo di Carlo che è stato ritrovato in modo integro, non intatto, ma integro, aveva tutti gli organi”.

La nota del Vescovo di Assisi sul reale stato del corpo

“All’atto dell’esumazione nel cimitero di Assisi, avvenuta il 23 gennaio 2019 in vista della traslazione al Santuario esso fu trovato nel normale stato di trasformazione proprio della condizione  cadaverica. Non essendo tuttavia molti gli anni della sepoltura, il corpo, pur trasformato, ma con le varie parti ancora nella loro connessione anatomica.

E’ stato trattato con quelle tecniche di conservazione e di integrazione solitamente praticate. Per esporre con dignità alla venerazione dei fedeli i corpi dei beati e dei santi. Un’operazione che è stata svolta con arte e amore. Particolarmente riuscita la ricostruzione del volto con maschera in silicone. Con specifico trattamento è stato possibile recuperare la reliquia preziosa del cuore che sarà utilizzata nel giorno della beatificazione”.

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Carlo Acutis è il segno visibile della Grazia di Dio

Il 1° ottobre, la tomba di Carlo Acutis all’interno del Santuario della Spogliazione, è stata aperta per la prima volta per rendere visibile il suo corpo ricomposto con arte e con amore, Mons Sorrentino. E durante l’omelia, ha sottolineato che “Carlo si fa rivedere per invitarci a vedere con lui il volto di Dio. Non chiede che la nostra attenzione si fermi a lui, egli è solo un invito, un collegamento, i nostri occhi come i suoi puntano a Dio. E’ morto a soli 15 anni, sono qui davanti a me il papà e la mamma, questa disgrazia nascondeva una grande grazia. Carlo ha lasciato una scia di grazia che lo rende ancora vivo e operante in mezzo a noi. Carlo è un modello di santità nell’epoca digitale”.

La notizia del ritrovamento del corpo incorrotto ci aveva fatto esultare per la Meraviglia operata in Carlo. Dio può manifestarsi anche in questo modo. E’ accaduto per esempio a Santa Bernadette Soubirrou. Il suo corpo perfettamente conservato è uno dei casi medici più insoliti e più studiati. Ma non dobbiamo rischiare di farci sfuggire un segno ancora più visibile e concreto dell’opera di Dio che si è compiuta nel corso dell’esistenza terrena di Carlo: per come  lui ha scelto di vivere, per aver messo Gesù al centro, per aver anelato con tutto se stesso alla santità. Ma senza estraniarsi dal mondo ma anzi godendolo appieno nella Grazia del Signore.

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Quella stessa Grazia, se l’accogliamo con cuore sincero, può compiere in ciascuno di noi, tali meraviglie che superano ogni nostra immaginazione. E trasformare così le nostre vite in capolavori, unici. Carlo, che l’ha saputa accogliere per davvero, con la sua vita ci dona una testimonianza che vince la corruzione del tempo e risplende oltre la morte, per l’eternità.

Simona Amabene

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