Calendario di Avvento 2022 | Ecco la Parola da scoprire oggi 24 dicembre

Approfittiamo di questo tempo straordinario che la Chiesa ci offre, per prendere confidenza con la Parola di Dio. Scopriamo attraverso di essa, cosa ci vuole dire oggi il Signore. 

Il calendario dell’Avvento è uno dei simboli più rappresentativi di questo tempo, e ci aiuta a scandire l’attesa della venuta di Gesù, giorno giorno, per tenere lo sguardo rivolto verso l’avvenimento più sbalorditivo della storia che ne ha segnato, un prima e un dopo.

Calendario Avvento 23 dicembre
Calendario di Avvento 24 dicembre 2022 (photo web source)

Tradizionalmente è composto da 25 finestrelle o sacchetti o anche bigliettini, a seconda delle diverse creazioni. Lo scopo è quello di calarsi, giorno dopo giorno, nello spirito di questo forte tempo liturgico. Ma il processo di secolarizzazione del Natale, che è in corso da ormai qualche decennio, ha fatto sì che il calendario di Avvento, perdesse il suo intento originario.

Significato e origine del calendario di Avvento

Questa tradizione è nata nel 1908 nel Nord Europa, grazie a un editore di Maulbronn, tale Gerhard Lang, che stampò il primo calendario dell’Avvento, che si diffuse poi in tutto il mondo cristiano. L’intuizione gli venne suggerita da una pratica radicata tra le donne del posto, che erano solite regalare ai bambini un dolcetto per ogni giorno di dicembre, al fine di rendere loro più piacevole l’attesa della nascita di Gesù Bambino.

Il calendario di Avvento ancora oggi, rappresenta un’opportunità educativa per insegnare ai più piccoli il vero significato del Natale, ma un ripasso fa bene anche a noi adulti.

Calendario Avvento 24 dicembre
Calendario di Avvento 24 dicembre 2022 (photo web source)

Questa tradizione, falsata dalla moda corrente, merita di essere riassaporata nel suo valore autentico, scandendo il tempo di attesa della nascita di Gesù, pescando ogni giorno una Parola, attraverso cui il Signore parla al cuore di ognuno di noi.

Scopriamo la Parola di oggi 24 dicembre

Dalla lettera agli Efesini 2,4-5: “Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati”. 

Nella Parola estera oggi “caso” emerge la figura di Dio che è Padre, grande nell’amore. Infatti la sua definizione per eccellenza è “ricco di misericordia”. La nostra salvezza è frutto di un suo dono d’amore. La storia della nostra redenzione è difatti un atto di amore totale, di un Padre che arriva a sacrificare addirittura suo Figlio, per riscattarci dalla condizione “da morti che eravamo per i peccati”. Perciò la storia umana non ha come finale ultimo il baratro della condanna, bensì la rinascita frutto di un immenso amore, ricevuto gratuitamente e immeritatamente! 

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