Benedetto XVI, Rapporto sulla fede: la profezia che si è avverata

In cosa consiste il Rapporto sulla Fede del papa emerito Benedetto XVI?

Si tratta di un’analisi di un’emergente crisi spirituale che avrebbe portato ad un abbandono della Chiesa voluta da Dio.

la profezia avverata
(Archivio)

Benedetto XVI e l’apporto teologico alla Chiesa

Oggi 16 aprile 2019, Benedetto XVI ha compiuto 92 anni. Per oltre 60 di questi ha vissuto da uomo di chiesa, ha approfondito la propria conoscenza teologica e ampliato la sua vocazione spirituale. C’è chi crede che in vita Joseph Ratzinger abbia compiuto anche dei miracoli (come quello sul giovane Peter Srsich), ma ciò che caratterizza la vita di Benedetto XVI è la sua opera teologica. L’uomo che oggi viene contestato per il documento sulla pedofilia, è un profondo esperto di teologia.

Nei suoi anni da cardinale in Germania ha scritto numerose dissertazioni sulla fede. Alcune di queste sono tutt’ora considerate dei capi saldi per chi si approccia allo studio teologico. Ma quella che più di tutte ha lasciato un segno e che oggi può essere considerata una profezia è il ‘Rapporto sulla fede‘. In questo documento, Benedetto XVI mette insieme i suoi anni di studi e di osservazione mettendo per iscritto una riflessione illuminante.

La valenza profetica del Rapporto sulla fede

Nel documento in questione, l’allora cardinale Ratzinger fa notare una tendenza ad ignorare la valenza cattolica della chiesaIl teologo, insomma, ritiene che sempre più protagonisti della Chiesa sfuggano al concetto di una struttura composta da uomini ma di natura essenzialmente divina. Tale distaccamento dall’origine divina della Chiesa era visto come l’inizio di un processo crollo morale: “Molti non credono più che si tratti di una realtà voluta dal Signore stesso. Anche presso alcuni teologi, la Chiesa appare come una costruzione umana, uno strumento creato da noi e che quindi noi stessi possiamo riorganizzare liberamente a seconda delle esigenze del momento”.

Questa nuova corrente ideologica, ispirata alle chiese protestanti americane, avrebbe portato a suo dire ad una Chiesa i cui valori fondamentali sarebbero stati arbitrari: “Se la Chiesa è vista invece come una costruzione umana, come un nostro artifizio, anche i contenuti della fede finiscono per diventare arbitrari: la fede, infatti, non ha più uno strumento autentico, garantito, attraverso il quale esprimersi”. Oggi, 34 anni dopo quello scritto, l’analisi di Benedetto XVI sembra precorrere i tempi. Basta osservare le diatribe interne al Vaticano (i dubia ad esempio) per rendersi conto come alcuni suoi esponenti abbiano perso fiducia nella natura trascendente della Chiesa e della figura stessa del papa.

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Luca Scapatello