15 Sabati del Rosario: antica pratica per grazie immediate – 6° sabato

In cosa consiste la pratica dei 15 Sabati del Rosario? La  diffusione dei 15 Sabati è strettamente legata al Santuario di Pompei e alle sue tradizioni mariane. 

Madonna di Pompei
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Nasce come recita, infatti, per 15 sabati consecutivi, dei quindici Misteri del Rosario. Oggi sono diventati 20, in effetti, con l’introduzione dei Misteri della Luce. Prima di iniziare la preghiera dei 15 Sabati, è bene confessarsi e proporsi, quel sabato, di prendere la Comunione. Questa devozione ci chiede principalmente di meditare su uno solo dei Misteri del Rosario (uno per ogni sabato) e di approfondirlo col brano evangelico corrispondente, con preghiere, riflessioni, proponimenti e opere proposte per quel giorno (secondo le disposizioni del Santuario di Pompei), nonché con la recita del Rosario per intero (ossia tutti e 20 i Misteri) o di parte di esso.

Questa devozione fu formulata dal Beato Bartolo Longo e si può iniziare in qualunque sabato dell’anno, anche se, al Santuario di Pompei, la si fa prima dell’8 Maggio e della prima domenica di Ottobre. Di seguito, proponiamo la testimonianza di una guarigione, avvenuta per la pratica dei 15 Sabati e riportata dalla rivista “Il Rosario e la Nuova Pompei”.

15 Sabati del Rosario: la guarigione di Suor Flavia

Flavia Cilea era una Suora che operava presso l’orfanotrofio delle Suore di Carità, vicino Caserta. Era stata sempre di gracile costituzione, ma la situazione di salute peggiorò notevolmente, quando la sua spina dorsale iniziò a darle problemi.

La visitò un certo dottor Luigi Menditto, diagnosticandole una forma di spinite, che l’avrebbe prima paralizzata e, man mano, portata alla morte! Le cure delle Consorelle non sarebbero mai bastate e lei sarebbe caduta presto in uno stato di immobilità assoluta. Uno specialista più rinomato, allora, la visitò, il dottore e professore Salvatore Tommasi, che parlò di mielite con sclerosi a placche.

Tutte le Consorelle pensarono di rivolgersi alla Vergine di Pompei

Alle Suore, non rimaneva che pregare e pensarono di rivolgersi alla Beata Vergine del Rosario di Pompei. Fu Suor Maria Vincenza Palmieri che lo consigliò, aveva infatti sognato la Madonna che le diceva: “Prega e confida in me che guarirai!”.

E parlò a Suor Flavia del miracolo ottenuto da Fortunatina Agrelli, proprio avendo pregato la Vergine e il Santo Rosario. Suor Flavia incominciò allora una prima Novena, poi una seconda, una terza e cosi via, aggiungendo, ogni giorno, la recita del Rosario per intero, proprio come la Madonna aveva chiesto di fare a Fortunatina.

La situazione, inizialmente, peggiorò a causa di una meningite, tanto che le fu impartita l’unzione degli infermi. Suor Flavia non mollo, credeva fermamente che la Madonna di Pompei le avrebbe potuto ridare la vita. Continuò a pregare e praticò anche la preghiera dei Quindici Sabati, connessa a quella del Rosario.

Suor Flavia, realmente migliorò e come nessuno si sarebbe aspettato. Si riprese al punto da poter stare almeno seduta su una sedia a rotelle, pur rimanendo tuttavia inferma. Allora pensò di chiedere alla sua Superiora di essere accompagnata al Santuario di Pompei. Entrò in chiesa, accompagnata e dalle consorelle, cercò di sollevarsi dalla carrozzina e, mentre avanzava con passi incerti verso l’altare e gioiva di essere potuta giungere in un luogo Santo, il suo incedere divenne sempre meno insicuro e doloroso.

La sua malattia era finita, dopo 12 lunghissimi e travagliati anni! Questa testimonianza è corredata dalle firme della Superiora delle Suore di Carità, Suor Angelica Cern, dal Vescovo di Caserta di allora, Monsignor Errico dei Marchesi De Rossi, e dal medico curante di Suor Flavia Cilea, il Dottor Luigi Menditto.

Antonella Sanicanti

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