15 Sabati del Rosario: antica pratica per grazie immediate – 4° sabato

In cosa consiste la pratica dei 15 Sabati del Rosario?

La  diffusione dei 15 Sabati è strettamente legata al Santuario di Pompei e alle sue tradizioni mariane. Nasce come recita, infatti, per 15 sabati consecutivi, dei quindici Misteri del Rosario. Oggi sono diventati 20, in effetti, con l’introduzione dei Misteri della Luce.

Madonna di Pompei
photo web source

Prima di iniziare la preghiera dei 15 Sabati, è bene confessarsi e proporsi, quel sabato, di prendere la Comunione. Questa devozione ci chiede principalmente di meditare su uno solo dei Misteri del Rosario (uno per ogni sabato) e di approfondirlo col brano evangelico corrispondente, con preghiere, riflessioni, proponimenti e opere proposte per quel giorno (secondo le disposizioni del Santuario di Pompei), nonché con la recita del Rosario per intero (ossia tutti e 20 i Misteri) o di parte di esso.

Questa devozione fu formulata dal Beato Bartolo Longo e si può iniziare in qualunque sabato dell’anno, anche se, al Santuario di Pompei, la si fa prima dell’8 Maggio e della prima domenica di Ottobre. Di seguito, proponiamo la testimonianza di una guarigione, avvenuta per la pratica dei 15 Sabati e riportata dalla rivista “Il Rosario e la Nuova Pompei”.

15 Sabati del Rosario: la guarigione della piccola Maria

Nell’Agosto del 1904, l’avvocato Francesco Carlizzi scriveva: “La mia bambina Maria, di anni sei, da parecchio tempo era pallida e dimagriva di giorno in giorno. Noi di famiglia, come anche il medico, non sapevamo spiegarci il suo deperimento. Un male latente vi doveva essere, ma quale? (…) Un giorno la ragazza accusò un dolore al ginocchio sinistro, che non le permetteva di camminare. Subito la facemmo visitare dal medico, ma questi ci dette la dolorosissima, anzi straziante, sorpresa: trattasi cioè di un tumore freddo d’indole maligna!”.

Questa diagnosi -come si può immaginare- gettò nello sconforto tutti i familiari, che si allertarono, nell’estremo tentativo di trovare e provare nuove cure, che potessero salvare la vita della piccola.

La famiglia di Maria non sapeva più come curarla

“Incominciammo a prestare alla fanciulla tutte le cure possibili, ma invano! Il gonfiore con nostro spavento andava aumentando e la bambina nel letto non poteva più muoversi!”.
Non rimaneva che ricorrere alla preghiera e, così, la famiglia Carlizzi si affido alla pratica dei Quindici Sabati del mese.
“Era la sera del Venerdì, che precedeva l’ultimo dei Quindici Sabati, in preparazione alla festa della Vergine di Pompei dell’8 Maggio. Perduta ogni speranza nella scienza, non vedevo brillare nell’animo mio se non il Nome Santissimo della Vergine di Pompei e, in uno slancio di fede, facendo l’ultima medicatura della giornata alla bambina, misi sul ginocchio ammalato un bigliettino, ove è stampata la scritta “V. R. Pompei o. p. n.”.

Poi rifasciai il ginocchio, raccomandandomi alla potente Regina per ottenere la sospirata grazia nel giorno seguente, ultimo dei suoi Sabati, esclamai con viva fede: Voi sola, Madre mia, potete guarire la mia creatura, la mia piccola, ma infelice creatura!”.
E quel padre venne ascoltato, poiché, la mattina seguente, al momento della medicazione, il ginocchio della bambina aveva nuovamente un aspetto sano.
Anche il medico confermò l’avvenuta guarigione, mentre la bambina riprendeva a camminare, a correre, a saltare, come se nulla le fosse accaduto.

Antonella Sanicanti

Segui tutte le nostre News anche attraverso il nuovo servizio di Google News, CLICCA QUI

La completezza dell'Informazione è nell'interesse di tutti. Per questo ti chiediamo di suggerire integrazioni o modifiche e di segnalare eventuali inesattezze o errori in questo o in altri articoli di Lalucedimaria.it scrivendoci al seguente indirizzo: [email protected]