Oggi, 13 Dicembre, ricordiamo la giovane martire Santa Lucia

 

Si narra che Lucia (III-IV secolo, Siracusa) fosse una giovane ragazza cristiana di nobile famiglia, fidanzata con un patrizio romano.
Un giorno decise di far visita, assieme alla madre Euticia, sofferente per certe perdite di sangue che nessun medico riusciva a curare, alla tomba della già venerata Sant’Agata.
Le due donne ascoltarono il passo del Vangelo che parla proprio di colei che, affetta da un simile malessere, guarisce dopo aver sfiorato il manto di Gesù.
Lucia esclamò alla madre: “Se credi a ciò che si legge nella Messa, se credi che Agata sia sempre accanto a Colui per il quale ha patito il martirio, tocca con fede la sua tomba e riacquisterai immediatamente la salute”.

Rimasero ancora a pregare insieme in quel luogo e, quando Lucia si appisolò, ebbe un’apparizione di Sant’Agata che le diceva: “Sorella mia Lucia, vergine devota a Dio, perché mi chiedi ciò che tu stessa potresti immediatamente ottenere per tua madre? Ecco che, grazie alla tua fede, ella è guarita”.
Questo evento non poté che accrescere il suo desiderio di onorare il Signore.
Lucia decise addirittura di rinunciare all’imminente matrimonio, consacrando la sua purezza a Dio, ed elargì la sua ricca dote ai bisognosi.
Purtroppo, la sua coraggiosa, quanto ispirata, scelta non venne capita dal suo innamorato, che, furibondo, la denunciò, perché fosse perseguita per essersi proclamata cristiana, così come suggerivano gli editti dell’Imperatore Diocleziano.
Lucia venne interrogata dal Prefetto di Siracusa, Pascasio, a cui tenne testa, rifiutandosi fermamente di rinnegare il Signore.
Il loro dire fu all’incirca il seguente:
Lucia: Sacrificio puro presso Dio è curare chi soffre. Ho donato a Dio tutte le mie sostanze e, poiché ora non ho più nulla da offrire, offro in sacrificio me stessa.
Pascasio: Di’ tali sciocchezze agli stolti come te. Io eseguo gli ordini degli Imperatori.
Lucia: Tu osservi i comandi degli Imperatori ed io i comandamenti del mio Dio; (…) tu non disobbedisci agli Imperatori ed io come potrei disobbedire al mio Dio?
Pascasio: Queste parole cesseranno, quando inizieranno i tormenti.
Lucia: E’ impossibile far cessare le parole di Dio. (…) Io sono serva del Dio eterno, che ha detto: “Quando sarete condotti davanti ai potenti non preoccupatevi di cosa dire perché non sarete voi a parlare, ma lo Spirito Santo che è in voi”.
Pascasio: In te c’è lo Spirito Santo? (…) Allora ti farò condurre in un luogo infame, dove sarai costretta a vivere nel disonore, così lo Spirito Santo fuggirà da te.
Lucia: Il corpo non viene deturpato se non dal consenso dell’anima (…). Egli scruta le coscienze. (…) Se tu comandi che io subisca violenza contro la mia volontà, la mia castità meriterà una doppia corona”.

Pascasio ordinò che le fosse fatta violenza, ma lo Spirito Santo la rese immobile e pesante, tanto che nessuno riuscì a spostarla. Lucia disse: “Misero Pascasio, perché ti affliggi, impallidisci, ti struggi? Hai avuto la prova che sono tempio di Dio, credi anche tu in Lui”.
Pascasio non volle cedere, né alla tenerezza di Dio, né al suo manifestarsi. Cercò di far bruciare Lucia, ma il rogo la lasciò illesa. Fu allora che un soldato la pugnalò alla gola per farla tacere, ma Lucia non spirò finché non ricevette l’Eucarestia.
E’ forse una leggenda, che trova però riscontro in molte opere d’arte, quella che narra che Lucia, per non dare nessuna illusione a Pascasio che si era innamorato di lei, affascinato dai suoi bellissimi occhi, addirittura se li strappo dal viso.

Preghiera a Santa Lucia

O gloriosa martire della cattolica Chiesa,
luce di santità ed esempio di fortezza, pensando alle tue sublimi virtù, nasce in me la brama di praticarle, ma sono debole a tanto, perciò a te mi volgo, o vergine, e ti prego di ottenermi dal Sommo Bene la costanza nell’effettuare il mio desiderio ed una scintilla del tuo divino amore,
acciocché io sprezzi, al par di te, i vani piaceri terreni aspirando solennemente ai gaudi eterni. Così sia.