VIETATO LAMENTARSI, DICE IL PAPA

Il questo periodo estivo, in cui le udienze e molti impegni del Santo Padre sono stati rimandati e dilazionati, per lasciar posto a qualche ora di relax vacanziero, sulla porta del suo alloggio, a Casa Santa Marta, troneggia un cartello con un messaggio ironico, ma molto significativo: “Vietato lamentarsi”; “i trasgressori sono soggetti da una sindrome da vittimismo, con conseguente abbassamento del tono dell’umore e della capacità di risolvere i problemi”; “la sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di bambini”; “per diventare il meglio di sé bisogna concentrarsi sulle proprie potenzialità e non sui propri limiti quindi: smettila di lamentarti e agisci per cambiare in meglio la tua vita”.
Il messaggio, molto esplicativo e di grande contenuto, sottende un incoraggiamento a non abbattersi e a non crogiolarsi nella sconfitta, nello scoraggiamento, perché il mondo ci guarda; soprattutto le persone più vicine potrebbero prendere ispirazione proprio da noi.
Abbattersi del resto lascia il tempo che trova, per questo è meglio reagire repentinamente e ritrovare se stessi e la propria forza interiore, per contrastare le avversità e guadagnarsi un posto dignitoso in questo mondo. Il cristiano può farlo anche aiutato dalla preghiera, costante e quotidiana, attraverso l’abbandono al Signore e al suo progetto.
Il cartello di Bergoglio, in realtà, ha origine da un’idea dello psicologo e psicoterapeuta Salvo Noè, che ha scritto molti libri e tiene corsi motivazionali.
Pare che, in uno dei suoi ultimi lavori, abbia parlato proprio del Papa, che ha poi incontrato durante un’udienza, il 14 Giugno scorso. In quell’occasione gli aveva portato dei doni, tra cui proprio quel libro e il cartello esposto dal Papa.
Evidentemente, sia il gesto che la particolare idea, sono stati molto apprezzati da Papa Francesco, che, già in quell’occasione, aveva promesso: “Lo metterò alla porta del mio ufficio dove ricevo le persone”, ossia nel Palazzo Apostolico. Il Papa poi ha deciso diversamente, mettendolo appunto sulla porta del suo appartamento, ma la il senso e l’intenzione del messaggio sono arrivati, forti e chiari.