“Io sono il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio fuori di me.”.

MAGIA E CARTOMANZIA

Sappiamo che questo è l’inizio di ciò che è scritto sulle Tavole dei dieci Comandamenti, quelle date a Mosè sul Sinai, direttamente dal nostro e unico Dio. E’ a quei principi che dovremmo far riferimento ogni volta che ci sembra di smarrire la strada tranquilla della nostra esistenza, perché solo Dio ci assicura comprensione, sostegno, aiuto, occupandosi di noi, come un Creatore fa con le sue creature.

“Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri.”.

Dimentichiamo che gli affanni, piccoli e grandi, quotidiani o esistenziali, devono essere gettati sulla Croce di Cristo, perché è li il loro posto. Dio ci ha mandato il suo unico Figlio proprio perché si addossasse le colpe e le inquietudini di tutti, in ogni momento storico, non solo in quello di duemila e più anni fa. La Passione di Cristo avviene per ogni vittoria del bene sul male, piccola o grande che sia, per ogni volta che affidiamo con speranza la nostra vita in mani sicure, quelle dell’Altissimo.

Consegnarsi ad altri non è lecito per un cristiano, ma e’ comunque notizia di ogni giorno che maghi, cartomanti, che si arrogano il diritto dell’arte della divinazione, dello spiritismo e della negromanzia, che dichiarano di controllare fatture, malocchi e riti scaramantici vari, hanno preso all’amo qualche debole soggetto che, nella disperazione del momento, cercava una qualunque facile soluzione.

Come se Dio non potesse essere a conoscenza delle “nostre cose umane” e non potesse occuparsene! Dio non è un’astrazione, ma una presenza costante e viva e reale nella vita di ognuno. Come farlo capire?

Pericolosamente si ignora quanto sia grave questo comportamento e cosa denoti cercare conforto in una delle categorie menzionate poc’anzi. Il minimo che potrà succedere sarà di aver incontrato dei ciarlatani che ci hanno abbindolato, sfruttando la nostra poca obbiettività in quella certa situazione, intortandoci, ben bene, con promesse infondate, miranti a spillare più soldi possibili.

Speriamo si tratti solo di truffa aggravata a nostro discapito.

Potrei sembrarvi cinica in questo momento, ma credetemi se dico che perdere soldi è il minore dei mali, perché in gioco c’è la nostra anima.

Notate come la chiesa sia molto prudente nel valutare i poteri attribuiti a qualcuno, anche prima dei processi di canonizzazione dei futuri Santi. Il motivo è facilmente collegabile alla ragione per cui non dovremmo mai fidarci di altri, se non di Dio e di chi opera in Lui.

I programmi tv in cui maghi & company fanno il loro ingresso, come quelli che regalano o vendono “porta fortuna”, non dicono -o non sanno, in molti casi- che chi possiede poteri sovrannaturali o lavora per Dio (il che esclude pratiche di fatture e riti simili) o lavora per il demonio. Non ci sono altre fonti possibili. Cosa accadrebbe allora di noi, se ci affidassimo, per sbaglio o per leggerezza, ad uno di questi seguaci del male?

Non si può combattere il male col male (ad esempio, il malocchio con un altro malocchio), così come non si può vincere il buio, se non con la luce.

Facciamo allora uno sforzo tutti insieme, non paliamo più di fortuna o di sfortuna, non cerchiamo amuleti, ma indossiamo l’unico simil-amuleto possibile per un cristiano: la croce e lasciamo che sia essa a difenderci e a guidarci sempre.