In un bellissimo intervento in un omelia tenutasi nella parrocchia di Medjugorje, Suor Cornelia, fondatrice dell’opera delle Suore Missionarie della Famiglia Ferita, ha voluto condividere con i presenti un consiglio utile per educare il prossimo alla misericordia ed alla comunione.

Da sempre in prima linea nella carità e nell’aiuto ai bisognosi Suor Cornelia fondò l’ordine in uno dei periodi più duri dell’ex Jugoslavia. Nel periodo della guerra civile quando le atrocità degli uomini incrementavano il numero degli orfani a dismisura, l’opera di suor Cornelia diede aiuto a madri e bambini procurando loro cibo e protezione.

Adesso la religiosa vive a Medjugorje e continua a dare sostegno ai bisognosi e quando può parla ai pellegrini della sua esperienza e del modo corretto di vivere secondo gli insegnamenti di Dio. In uno dei suoi ultimi interventi ha detto:

“Io mi occupo ma non mi preoccupo, se vogliamo ottenere qualcosa da un bambino diciamogli: tu che sei tanto bravo. Noi sappiamo che non è bravo per niente, lo stesso vale a mio avviso con gli adulti. Prima lo smonti, poi lo rimondi. Per andare verso l’altro ci vuole tanto tanto amore, poi tanta preghiera, pazienza, benevolenza, …nella famiglia bisogna passar sopra, raddolcire per ottenere. Per ottenere bisogna pregare, per pregare bisogna piegare le ginocchia e pregare affinchè io diminuisco e Lui cresce in me nell’umiltà, nell’amore, nella pace e nel perdono.

un sorriso ti porta nel paradiso e non costa niente. Cerchiamo di brontolare meno in famiglia e di pregare di più perchè la lingua non ha le ossa ma spezza le ossa, cerchiamo di non spezzarle.

San Giacomo ha detto: ‘Chi non pecca con la lingua è santo. Per Cristo è importante non essere importante. Più umiltà, meno orgoglio in famiglia: 1 virtù la pazienza, 2 la pazienza, 3 la pazienza, 4 avere pazienza per quelli che ti parlano di pazienza. Grande virtù la pazienza!

Bastano 3 parole in famiglia come dice papa Francesco: permesso, scusa e grazie. Il troppo benessere uccide l’essere.

Progresso a volte è regresso.

A volte non si prega in famiglia perché ci si vergogna l’uno con l’altro, non perché non c’è desiderio di pregare. Dio e la nostra gioia e speranza, coraggio!”.