Padre Jozo Zovko è oggi uno dei più convinti assertori della veridicità delle apparizioni mariane a Medjugorje, eppure c’è stato un tempo in cui anche lui diffidava dei racconti dei sei veggenti e invitava i fedeli a diffidare dalle loro affermazioni.

Nato a Uzarici Sirokj Brijeg, nei pressi di Mostar, il 19 marzo del 1941 è l’ottavo di dieci figli di una famiglia contadina in cui la fede era molto rigogliosa. Crescendo Padre Zovko ha capito che la propria strada andava incontro al Signore e dopo aver studiato a Sarajezo, Lubjana e Graz è stato ordinato sacerdote nel 1967 quando aveva 26 anni.

Da subito si distingue per la sua opera in favore dei giovani e della comunità, un’attività che gli causa non pochi problemi con il regime comunista. Per evitare di andare incontro a persecuzioni gli viene offerto di lavorare per l’università locale, ma lui decide di tornare a Mostar dalla sua famiglia. Qualche anno dopo viene nominato sacerdote di Posušje e una decina di anni dopo, nel 1980, diventa parroco di Medjugorje.

Il 24 giugno del 1981 cominciano le apparizioni, il parroco è disorientato da quanto capita ed essendo incredulo che la Madonna potesse apparire proprio nella sua parrocchia condanna i veggenti e le presunte apparizioni. In seguito c’è un evento che cambia la sua visione del fenomeno: un pomeriggio si trovava in chiesa a pregare il Signore perché gli desse un segno e gli spiegasse cosa doveva fare riguardo a quanto stava capitando, improvvisamente udì una voce: “Va e salva quei ragazzi”. Il sacerdote si alzò e di corsa usci dalla chiesa dove trovo i sei giovani spaventati che gli dissero: “Aiutaci, la polizia ci sta cercando!”. Padre Zovko allora li nascose e disse alla polizia di averli visti che si dirigevano verso la canonica.

Quello è stato solo il primo passo di avvicinamento alla Regina della Pace, un ricongiungimento che avvenuto qualche giorno più tardi, quando la Madonna attraverso il piccolo Jakov disse qualcosa che lo ha colpito profondamente: “La Madonna vuole che si preghi con il Rosario”. Vedendo la reazione dei sacrestani a quelle parole, il sacerdote comprese che il messaggio della Madonna si esprimeva davvero attraverso i sei veggenti e decise di difenderli dalle accuse.

Questa decisione gli è costata mesi di carcere, il regime comunista non approvava quanto stava capitando a Medjugorje e decise di imprigionarlo affinché gli altri fedeli smettessero di assecondare i veggenti. La prigionia durò poco più di un anno, grazie all’intervento degli italiani, e quando si riprese dai malanni che aveva contratto in prigione provò a tornare a Medjugorje per testimoniare in favore dei veggenti, ma gli è stato impedito. Così, sicuro ormai di quella verità è andato in giro per il mondo a portare testimonianza del messaggio che la Madonna diffonde attraverso i sei veggenti.