L’ipocrisia è nemica della vita cristiana

 

L’incoerenza è un tratto inscindibile della natura umana, spesso questa è condizionata da esperienze personali ed eventi che obbligano il soggetto a modificare il proprio avviso nei confronti di qualcosa, ma ci sono punti cardine nella vita che non andrebbero modificati, specie se per ruolo o per scelta si abbraccia un credo che dovrebbe, per sua stessa natura, rappresentare un modello comportamentale inviolabile.

 

Si suppone che chi abbraccia una fede abbia piena conoscenza e coscienza di cose spirituali, per questi soggetti, ancor più per quelli che le ignorano, non metterle in pratica crea una deformità concettuale. Molti parlano di comportamenti virtuosi e hanno aspirazioni di santità, salvo poi agire nel quotidiano eludendo i comportamenti virtuosi e lasciandosi trasportare da vizi e passioni, questo di fatto contraddice quanto pensato, proferito e rimproverato a parole.

 

In questo caso probabilmente più che di incoerenza si dovrebbe parlare di ipocrisia dato che molti fedeli e persino alcuni consacrati vengono insidiati nelle pie intenzioni da passione e vizio riducendosi ad un esistenza mediocre fatta di continui tradimenti a quello che professano come il proprio credo. Non è mistero che un simile atteggiamento qualora scorto dall’uomo possa essere disprezzato e persino Dio nella sua immensa benevolenza no tollera un simile comportamento: “Non sei nè freddo e nè caldo – dice il Signore – Ma perché sei tiepido … sto per vomitarti dalla mia bocca “, si legge nell’Apocalisse.

 

Per essere fedeli a Dio non basta conoscere a menadito le sacre scritture, ne andare ogni domenica a messa, per servirlo nel modo in cui merita bisogna affidarsi a lui anima e corpo, consegnargli il nostro cuore e vivere senza turbamenti seguendo i suoi insegnamenti e mettendoli in pratica.