Da Fatima a Medjugorje scopriamo cosa ci attende il futuro

 

 

Sono in molti a credere che tra Fatima e Medjugorje ci sia una continuità, che le due manifestazioni siano entrambe parte di un piano divino per guidare il mondo verso la pace e la salvezza. Convinto che questo filo conduttore sia innegabile il Sacerdote Livio Fanzaga in collaborazione con lo scrittore Diego Manetti ha scritto un libro, intitolato ‘Da Fatima a Medjugorje’, che attraverso le miriadi di testimonianze raccolte illustra la contiguità tra i due fenomeni.

 

Padre Livio nella descrizione del libro, uscito in occasione del centenario delle apparizioni nel paese portoghese, riporta alla mente dei lettori quelle sei miracolose apparizioni (dal 13 maggio al 13 ottobre) e fa notare come parlare della storia dei pastorelli non ci può non condurre a quanto capitato a Medjugorje negli anni ottanta e a quanto capiti tutt’ora. Il libro si fonda dunque su questo parallelismo cercando di trovare punti di contatto tra i due fenomeni mariani.

Ecco la catechesi integrale  di padre Livio Fanzaga :

“Il 1991 è un anno cruciale nella storia contemporanea. Nessuno lo sospetta, ma l’impero sovietico che domima metà del mondo sta per collassare. La Regina della pace lo aveva già annunciato fin dai primi mesi delle apparizioni ( 30 Ottobre 1981), evocando la promessa di Fatima: “Alla fine la Russia si convertirà”. Il primo messaggio del 1991 è il più drammatico che mai sia stato pronunciato dalla Madonna: “ Cari Figli, oggi, come prima mai v’invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e desidera distruggere non solo la vita vita umana, ma anche la natura e il pianeta su cui vivete” ( 25 Gennaio 1991). Mentre la Madonna dà il messaggio, infuria la prima guerra contro l’Iraq. I pericoli di un conflitto globale incombono minacciosi. Il Papa Giovanni Paolo II lancia appelli accorati perché le armi tacciano. Il 25 Giugno, ventesimo anniversario delle apparizioni, i cannoni serbi incominciano a crepitare in Bosnia Erzegovina. Scoppia la guerra civile nei Balcani, durati quasi quattro anni, con oltre quattrocentomila morti e ottantamila donne stuprate. Sull’orrizzonte internazionale si addensano nuvoloni gonfi di tempesta. In questo contesto La Regina della pace, nel messaggio del 25 Agosto 1991, dà un annuncio che lega strettamente Fatima a Medjugorje, come se le due apparizioni facessero parte di un medesimo piano di salvezza. La Madonna vede realizzarsi ciò che noi non riusciamo a vedere. Al di là dei cannoni che crepitano, grazie alla preghiera e al digiuno di innumerevoli anime devote, si sta realizzando la promessa fatta a Fatima di un tempo di pace per l’umanità, preceduto dalla conversione della Russia. Chi ascolta comprende che può essere protagonista di un avvenimento storico unico e si sente personalmente coinvolto: “Cari Figli, anche oggi vi invito alla preghiera, ora come non mai, da quando il mio piano ha incominciato a realizzarsi. Satana è forte e vuole intralciare i miei progetti di pace e di gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte in ciò che ha deciso. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e a digiunare ancora più intensamente. Vi invito a qualche rinuncia per la durata di nove giorni, perché col vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti inziati a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione.” ( 25 Agosto 1991). Chi allora poteva pensare che l’8 Dicembre del medesimo anno i capi delle varie Repubbliche sovietiche ne avrebbero decreatato lo scioglimento e che il 25 Dicembre la bandiera rossa sarebbe stata ammainata dal Cremilino? Uno dei più grandi imperi della storia, la cui nefasta epopea anticristica era stata preannunciata dalla Madonna a Fatima, era caduto senza versamenti di sangue. Da Fatima a Medjugorje la storia umana vive una delle pagine più drammatiche e luminose dell’Apocalisse. Non si tratta di un evento che ci sta dietro le spalle, come se ormai appartenesse al passato. Al contrario si tratta di una prospettiva nella quale siamo profondamente coinvolti e il cui svolgimento riguarda il nostro immediato futuro. Siamo infatti nel pieno di quel grande combattimento fra il Cielo e l’inferno, fra la Donna vestita di sole e il grande drago rosso, dal cui esito dipenderà il futuro del mondo. Questa pagina dell’Apocalisse è una realtà sotto i nostri occhi e noi ne siamo direttamente chiamati in causa. Satana ha colto il suo momento propizio per distruggere il mondo e impadronirsi delle anime mediante l’odio e la guerra. La Regina della pace è scesa in campo per schiacciargli la testa e preparare per il mondo un tempo di primavera. Il grande combattimento escatologico non è ancora entrato nella sua fase culminante, ma le forze in campo si stanno ormai chiaramente delineando. All’inizio del ventesimo secolo il serpente infernale preparava quegli sconvolgimenti che avrebbero dato origine a due guerre mondiali, fino alla produzione attuale delle armi di sterminio di massa. Nello stesso tempo seduceva il mondo col miraggio della totale autonomia dell’uomo, non più sottomesso a Dio, ma padrone orgoglioso del suo destino. Non è difficile immaginare che cosa sarebbe accaduto se la Madonna non fosse intervenuta per tempo. E’ a partire da Fatima che la Madre di Dio sta pazientemente facendo maturare il suo piano di salvezza. La sua strategia è quella divina di sempre. Si tratta di vincere il male col bene. Laddove il nemico diffonde l’incredulità, la Madonna suscita la fede; laddove sparge l’odio, lei semina l’amore; laddove aizza alla violenza e alla vendetta, lei chiama alla mitezza e al perdono. Satana ingrossa i suoi eserciti trascinando gli uomini sulle vie dell’egoismo e dell’immoralità; la Madre di Dio forma le sue schiere invincibili invitando le anime alla conversione e alla santità di vita. Guardando alla storia del ventesimo secolo con l’occhio della fede, noi possiamo vedere una crescita contemporanea, quasi parallela, delle forze del bene e di quelle del male. Alle orde dei negatori di Dio e degli spregiatori dell’uomo Maria contrappone le schiere dei testimoni della fede e degli apostoli dell’amore. Nei lager e nei gulag, come nei campi di battaglia di tutto il mondo, agli orrori dell’inferno la Madonna oppone le figure eroiche di coloro che muoiono donando la vita per i fratelli. Quando il maligno ordiva trame di morte, Maria tesseva i suoi piani di vita. L’errore di prospettiva del dopo guerra è stato quello di pensare che la grande tribolazione fosse ormai alle spalle e che per l’umanità si prospettasse un lungo tempo di pace. Le sofferenze della guerra avevano avvicinato gli uomini a Dio. Il bagno di sangue aveva resa l’umanità un po’ più saggia. Il maligno tuttavia è l’infaticabile e l’irriducibile. Lui sa che ha alla sua portata la possibilità di distruggere il mondo e non vuole lasciarsela sfuggire. E’ straordinaria l’abilità con la quale satana negli ultimi decenni del secolo ha usato la grande disponibilità dei beni materiali per allontanare gli uomini da Dio, per diffondere l’ateismo pratico e per trascinare nell’immoralità e nell’indifferenza religiosa gli individui, le famiglie e la società intera. Quando sono incominciare le apparizioni di Medjugorje, il 24 Giugno 1981, nessuno poteva pensare quale straordinario avvenimento stesse incominciando e a quale mirabile progetto la Madonna avesse posto mano. Il triplice grido “ Pace, pace, pace”, lanciato al mondo fra le lacrime, coglieva un’umanità distratta e paga delle sue sicurezze. Nessuno in quei primi tempi poteva neppure sospettare che la sua presenza fra noi sarebbe durata così a lungo. Il disegno della Regina della pace si è delineato gradualmente, ma con mirabile continuità. Mentre il tempo passava e molti si interrogavano fino a quando sarebbero durate le apparizioni, il piano della divina misericordia si andava delineando nella sua mirabile bellezza. Chi non comprendeva si chiedeva con un pizzico di incredulità: “Perché un così lungo tempo e perché così tanti messaggi”? La presenza della Madonna a molti sembrava superflua. “Abbiamo la Chiesa, abbiamo l’Antico e il Nuovo Testamento” commentavano coloro che si erano dimenticati che la Madre di Cristo è anche la Madre della Chiesa e dell’umanità. Eppure la Madonna aveva fatto intravedere fin dall’inizio che ci trovavamo di fronte a un intervento di Dio assolutamente eccezionale e irripetibile. “Io e mio Figlio abbiamo un progetto speciale su questa parrocchia” ( Medjugorje, 12 Aprile 1984), confidava la Regina della pace. “ Cari figli, vi amo ed ho scelto in modo speciale questa parrocchia, che mi è più cara di altre, dove sono rimasta volentieri quando l’Altissimo mi mandava” ( Medjugorje, 21 Marzo 1984), affermava la santa Vergine, manifestando una chiara predilezione divina per la piccola parrocchia dell’Erzegovina. Ma è un Giovedì santo che la Regina della pace dichiara l’importanza primaria di Medjugorje rispetto a tutte le apparizioni del passato: “Cari figli, vi ringrazio perché nei vostri cuori avete cominciato a pensare di più alla gloria di Dio. Oggi è il giorno in cui volevo cessare di darvi dei messaggi, perché alcuni non mi hanno accolto. La parrocchia, ad ogni modo, ha fatto progressi, e desidero darvi dei messaggi come mai è avvenuto in nessun luogo nella storia dall’inizio del mondo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata” ( Medjugorje, 4 Aprile 1985). Questo messaggio, che all’inizio destava meraviglia, ora si sta pienamente realizzando. La Regina della pace lo completava affermando che mai più sulla terra ci sarebbero state apparizioni come quelle di Medjugorje. Ci troviamo di fronte a un avvenimento unico e irripetibile, come eccezionale è il pericolo che minaccia l’umanità. Si delinea così il quadro mirabile della divina misericordia che ha donato alla nostra generazione un tempo straordinario di grazia, nel quale la Madre di Dio sta preparando le schiere del bene, per arginare la furia del drago, ormai sciolto dalle catene a causa della stoltezza degli uomini. La Madonna in questi ultimi tempi invita ripetutamente a pregare per un suo piano che si deve realizzare. Noi non possiamo conoscere gli elementi singoli e i suoi tempi di attuazione, ma ci appare chiaro un disegno di sconfinato amore, il cui sbocco finale è il nuovo mondo della pace. Incominciando da Fatima fino ad oggi, la presenza di Maria si va sempre più manifestando come l’elemento chiave per la comprensione dei tempi che stiamo vivendo. Lo stesso pontificato di Giovanni Paolo secondo appare in tutto il suo valore solo se collocato nel piano materno di Maria per l’umanità. Comprendere il progetto della Regina della pace è oggi una grande urgenza per la Chiesa e per l’intera umanità. Esso infatti prevede la nostra attiva collaborazione per potersi realizzare. A una umanità inquieta e senza pace, a un mondo in balia dell’odio e del rancore, a una generazione in pericolo e tentata di disperazione, la Madonna si presenta come l’inviata dall’Altissimo e la messaggera del suo amore. Mentre l’angoscia per il futuro cresce nei cuori, lei ci rincuora dicendo: “Sono qui io ad aiutarvi”. Siamo ancora nel vivo del tempo di grazia che Dio ha concesso al mondo. Non durerà all’infinito. Si tratta infatti di un periodo di preparazione spirituale per un futuro su cui è posto il sigillo dei dieci segreti. Beati coloro che verranno trovati con le loro lampade accese.” (Padre Livio – Direttore di Radio Maria)