Dio può guidare alla fede mediante i sogni?

 

Criteri di genuinità e di inattendibilità dei sogni

 

Bisogna ricordarsi che la fonte dei sogni può essere biblicamente triplice e distinta: ▪ 1) Dio; ▪ 2) Il diavolo; ▪ 3) La mente umana (Ec 5,3). Esistono alcuni criteri che mostrano se i sogni sono genuini o meno.

■ In genere Dio non si rivela mediante sogni, ma mediante la sua Parola, letta o predicata. «La fede viene dall’udire e l’udire si ha per mezzo della parola di Cristo» (Rm 10,17; cfr. At 6,7).

■ Eccezionalmente Dio può rivelarsi a qualcuno e dargli avvertimenti o ammonimenti mediante un sogno. Elihu affermò: «Dio parla, bensì, una volta ed anche due, ma l’uomo non ci bada; parla per via di sogni, di visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando sui loro letti essi giacciono assopiti; allora egli apre i loro orecchi e dà loro in segreto degli ammonimenti, per distoglier l’uomo dal suo modo d’agire e tener lungi da lui la superbia; per salvargli l’anima dalla fossa, la vita dal dardo mortale» (Gb 33,14ss). Si legge a volte quanto segue: «Dio venne, di notte, in un sogno, ad Abimelek, e gli disse: “Ecco, tu sei morto, a motivo della donna che ti sei presa; perché è una [donna] che appartiene a un marito”» (Gn 20,3.6; cfr. 31,24; 1 Re 3,5; Mt 1,20). Oppure può farlo «l’angelo di Dio» (Gn 31,11; Mt 2,12s.19.22). Normalmente Dio si rivelava ai profeti mediante visioni e sogni (Nu 12,6). Cfr. anche Gb 7,14.

■ Un criterio di genuinità è la spontaneità dell’evento. L’evento viene inaspettato e la persona interessata non ha fatto nulla per influenzare tale evento. In tutti i casi riportati dalla Bibbia, in cui Dio o il suo angelo sono apparsi a qualcuno, l’evento risultava inaspettato.

■ Anche nel caso della spontaneità di un sogno, il suo contenuto non dev’essere in contrasto con la Parola di Dio. I morti, ad esempio, non sono deputati a rivelare alcunché ai vivi. False dottrine mostrano una falsa fonte di un sogno anche quando gli esseri che si manifestano in esso al sognatore pretendono di provenire da Dio (Dt 13,1-5). I sogni possono diventare perciò fonte di falsa profezia e, come tali, stanno sotto il giudizio divino (cfr. Gr 23,25ss.32; 27,9; 29,8). Un sogno non ha di per sé un contenuto di verità, essendo di fonte differente, e come in ogni altra cosa si applica questo principio: «Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino» (1 Cor 14,29).

■ L’andare dietro ai sogni come normale attitudine è un segno allarmante e preoccupante. Tale persona diventerà dipendente da un fenomeno incontrollabile e sarà facilmente imbrogliabile.

■ L’oniromanzia è una forma di divinazione mediante i sogni e, come tale, viene condannata dalla Scrittura.

■ Il saggio Qohèlet ammoniva: «Poiché, se vi son delle nullità nella moltitudine dei sogni, ve ne sono anche nella moltitudine delle parole; perciò temi Dio!» (Ec 5,7). Zaccaria affermava che «i sogni mentiscono e danno un vano conforto», sviando chi ci si applica (Zc 10,2). L’evanescenza del sogno e della visione notturna è presa in molti brani a paragone (Is 29,7s).