Ci sono dei momenti nel nostro rapporto con Dio nei quali ci sentiamo persi, confusi o induriti, freddi… Di quei momenti in cui la nostra mente sarebbe perfino pronta a giustificare la nostra fiacchezza, facendo proprio il velato suggerimento dell’inquilino di sotto che non molla l’osso (l’osso sarei io, te, lui lei..!) e che ci dice: “Ma dai! Hai pregato abbastanza (?)! Che vuoi ancora? Devi ben vivere la tua vita anche..!”. Chi non ha mai sentito anche una vaga eco dentro di sé di questo genere…?

Beh, fatto sta che mi sono intestardita – alla faccia dei suggerimenti malefici – e, in preghiera, ho cercato una Parola del Signore. Sentivo un profondo desiderio di riparare all’atteggiamento che stavo assumendo… quel tipo di situazione che poi porta pian piano all’accidia  spirituale, un vero peccato grave.

Gv 4,23 Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. 24 Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità.
Adorare in spirito e verità? Che cosa vorrà ben dire, mi son chiesta. Certo, il mio cuore si è svegliato e ha ripreso il controllo sulla mente debole e pigra… Capivo così poco di ciò che mi veniva amorosamente detto – quasi una richiesta dolcissima – che mi sono messa a cercare aiuto per andare fino in fondo, per comprendere il mio Signore, per compiere con certezza e gioia la Sua Parola, la Sua richiesta, per aderire al Suo insegnamento. Ed ecco finalmente la risposta!
“In realtà, le due parole “spirito” e “verità”, in greco pnéuma e alétheia, hanno nel Vangelo di Giovanni un’accezione particolare. La “verità” è, infatti, un vocabolo usato non nel senso della filosofia classica ove indicava lo svelamento dell’essere, della sostanza della realtà, bensì è adottato per designare la rivelazione che Cristo è venuto a portare nel mondo. Lo “spirito” è, invece, il principio della vita nuova che il credente assume in sé, come Gesù aveva già annunziato a Nicodemo: «Se uno non nasce da acqua e spirito, non può entrare nel regno di Dio» (3,5).

A questo punto è facile cogliere il senso globale della frase di Cristo, lontana da un etereo e vago spiritualismo. Il vero fedele è colui che riceve lo Spirito Santo, cioè il respiro vitale di Dio stesso che lo rende suo figlio, come insegnerà san Paolo (Galati 4,6-7 e Romani 8,15-17), e questo avviene nel Battesimo e nei sacramenti cristiani. La “verità” è la Parola di Dio che Gesù ci rivela e che deve diventare la via della nostra fede e la lampada della nostra carità. La vera lode a Dio sale, quindi, dalla nuova creatura redenta e liberata dal male.” (Card. Ravasi)

Insomma, riassumendo con parole povere: ricordiamoci sempre che abbiamo ricevuto il battesimo, che non è soltanto una purificazione dal peccato originale, ma è anche la discesa dello Spirito Santo, in maniera speciale, su ciascuno di noi. Questo Spirito – spesso forse senza accorgercene – lo scartiamo, lo silenziamo, diciamo che gli togliamo il volume… Anche perché per ascoltarlo dovremmo invece togliere il volume a noi stessi, ai nostri desideri, al rumore del mondo, tutte cose dalle quali non vogliamo in realtà separarci… Ma Dio ci ha fatto la grazia dello Spirito Santo, della terza persona della Santissima Trinità, che scende in noi, che ci vuole guidare, insegnare ad amare riempiendoci del Suo amore, che ci vuole illuminare perché il cammino verso l’unione con Dio non si percorra nelle tenebre e, per quanto difficile, ci permetta sempre di vedere, ostacoli, inganni, prove, rimedi e andare quindi oltre… oltre il mondo… ricordandoci che siamo nel mondo per andare verso il Padre, ma non siamo del mondo per rimanere intrappolati tra le grinfie del Principe del mondo!
Ma questo che c’entra – direte voi – con l’adorare Dio? E io ti chiedo: se sei riempito del suo amore come puoi non adorarLo? E se ti abbandoni alla guida dello Spirito divino che è in te e vuole vivere in te, come puoi non adorarLo? Dio è amore e adorarLo in Spirito è amarLo, amare, scoppiare di amore, così tanto, così potentemente, da non poter far a meno di amare il prossimo indistintamente!
Già, un punto di fatto… Ma resta l’altro punto: adorarLo in verità. E cioè? Semplice! La verità è la Parola, è tutta la Scrittura. Allora ascoltiamo anche la Madonna e meditiamo, contempliamo la Parola. Un poco ogni giorno… e se non ce la facciamo, chiediamo aiuto ad un sacerdote o ad un bravo studioso biblista. Riceviamo gli insegnamenti di Dio con umiltà, evitando nostre interpretazioni personali, perché quelle fanno solo il gioco del demonio. La Parola, che è rivelazione, che è verità, ci permette di conoscere Dio e noi stessi sempre più e di amarLo fino ad adorarLo… da impazzire!
Ecco, ho condiviso con voi un momento di quelli che succede a molti di vivere, perché sappiate che se il rapporto con Dio a volte ci sembra difficile, in realtà non lo è affatto: Dio per te, per me, per lui o lei c’è sempre! Sempre! Siamo noi a dover non permettere mai di allontanarci da Lui con la flemma o il disgusto o lo sconcerto, magari anche per altre cose, cose del mondo che sembrano importanti, ma in Paradiso, ricordiamocelo, non saranno neanche ricordate…!
Così ha vissuto Maria! Così Maria ha accettato ogni cosa, anche ciò che non capiva, rimanendo fedele a Dio, unita a Dio e meditando ogni parola di Gesù, Gesu bambino suo figlio, nel suo cuore.